Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.

venerdì 28 giugno 2013

Il respiro del Lago

Lago Maggiore e Isola Madre visti da una camera d'hotel a Pallanza  © Brillante-Severina
"... e probabilmente useremmo la vita in modo diverso se ci fosse stata concessa una giornata senza fine." Brillat-Savarin
Lago Maggiore, Piemonte - Rientrando in hotel dopo memorabile cena, in un'ora più vicina all'una che alla mezzanotte, vado vicino alla riva per salutare il lago. Proprio davanti a me due vispe anatre frugano col becco le acque. Vedendomi mi scambiano per chissà chi, iniziano le manovre di approdo ed escono dall'acqua venendomi incontro con ponderata incertezza prima di ripensarci e tornarsene saggiamente a mollo. Entro in albergo, salgo in camera ed esco sul balcone. Di sotto le mie due amiche galleggiano ancora a riva mentre al largo nuotano indisturbati agone, luccio, pesce persico, (poche) alborelle, cavedano, bottatrice, anguille... Come faccio a dormire mentre fuori c'è un Lago Maggiore che respira? 

mercoledì 26 giugno 2013

Domandamelo dopo cena

Giardini Isola Bella, Lago Maggiore  © Brillante-Severina
"Rispondo a questa domanda." Brillat-Savarin
Pallanza, Piemonte - La receptionist dell'hotel mi chiede se l'indomani penso di pagare in contanti o con carta. Rispondo che potrò dirlo solo dopo cena. Lei sorride senza capire, ma se sapesse in quale ristorante ho prenotato, mi chiederebbe il saldo anticipato.

martedì 25 giugno 2013

Trame lacustri II

Lago Maggiore - Isola Bella © Brillante-Severina
Isola Bella, Piemonte - Bella è bella, di più, bellissima. Ma venite già mangiati.

lunedì 24 giugno 2013

Trame lacustri I

Lago Maggiore - Isola Bella © Brillante-Severina
Isola Bella, Piemonte - La grande bellezza vi viene incontro. Durante lo sbarco non vi ingannino i flash, stanno fotografando il traghetto, non voi che ne scendete.

Salmoni e dolci acque

Imbarcazioni sul Lago Maggiore e Lingotto di salmone affumicato © Brillante-Severina
"Si è discusso vivacemente per decidere se valga di più il pesce di mare o quello d'acqua dolce." Brillat-Savarin 
Isola Bella, Piemonte - Quando a cena vedo arrivare il primo antipasto, sorrido. E non solo per la bella presentazione. Da quando sono arrivata sul Lago Maggiore al mattino, ho capito che queste acque lacustri non hanno pace, solcate senza tregua da piroscafi, traghetti, motoscafi, aliscafi, catamarani, battelli di ogni foggia, barche da pesca, barchette a vela, canoe, per non parlare di gabbiani, cigni, cormorani e anatre che le sfiorano, ci sguazzano, le frugano senza posa. L'antipasto, un salmone affumicato arrotolato a forma di lingotto e adagiato su una lastra di ardesia, sembra anche lui un'imbarcazione fluttuante su acque increspate. La fantasia ormai sollecitata vede nelle perle di gelatina all'aceto balsamico e nei petali colorati un'eco alla fioritura dei giardini a terrazza dell'isola che, più Bella, emerge dalle acque dolci.

domenica 23 giugno 2013

Alza la cresta

Finanziera con cresta di gallo © Brillante-Severina
"...non si circonda di cortine che lo costringerebbero a respirare cento volte la medesima aria..." Brillat-Savarin 
Un giorno salta fuori che io e il capo regione piemontese della Guida non la pensiamo allo stesso modo su un ristorante che per me è stato fra i migliori della "stagione". Questo capo regione mi è simpatico perché che con lui si possono avere frequenti scambi di opinione (ah, e anche per il fatto che nell'ultima riunione mi ha presentata al novellino appena arrivato come una delle storiche e più autorevoli collaboratrici della Guida, facendomi quasi cadere dalla sedia girevole) e il fatto che le sue critiche si basino su frequentazioni più numerose delle mie al ristorante in oggetto mi smonta un po'. Scherziamo sul fatto che forse la bellezza del luogo mi ha obnubilata, eppure sono stata in posti ugualmente se non più belli, senza perdere lucidità sulla cucina e sul servizio, Quindi alzo ugualmente il voto. E la cresta.

sabato 22 giugno 2013

Grammatica del gusto

Gelato all'olio © Brillante-Severina
"Si sta a sedere sull'erba, si mangia, i tappi saltano..." Brillat-Savarin
Italia - Nella casella di posta elettronica trovo l'invito a un domenicale "Aperitivo Sovversivo in uliveto" servito con (cito) "dei stuzzichini sfiziosi" e accompagnato da letture di un libro anche lui sedizioso. L'evento ha anche un costo di partecipazione, dodici euro.
Nell'invito si chiede di portare una coperta per potersi sdraiare all'ombra degli ulivi e si legge (copio e incollo): "Ricordo che per che viene da fuori regione, l'Hotel S.H. a preparato una proposta per un fine settimana, che trovate nell'allegato".
A parte il fatto che mi sfugge perché una persona sana di mente dovrebbe decidere di a) trascorrere una fine di settimana in un'altra regione per il gusto di un aperitivo accompagnato da "dei" stuzzichini oliosamente sfiziosi b) buttarsi su una coperta portata da casa e pascersi dei brani di un libro che già dal titolo non promette nulla di buono per non parlare dell'invito (scritto si spera non dall'autore)... i motivi del rifiuto nell'allegato non ci stanno.

venerdì 21 giugno 2013

Sul faggio affumicato con gran vantaggio

Bouillabaisse di lago © Brillante-Severina
"...sente che ha bisogno di far partecipare altri alla propria vita." Brillat-Savarin
Isola Bella, Piemonte - Sulla terrazza di palazzo Borromeo una signora tedesca mi chiede se le scatto una fotografia. Avviamo una simpatica conversazione un po' in italiano e un po' nella lingua di Albione (vista la mia professione, l'inglese maccheronico mi è concesso) e lei mi parla del viaggio che sta facendo, fra indirizzi già noti e altri da cercare. Quando mi chiede se so consigliarle un ristorante in zona, penso che è proprio il suo giorno fortunato. Le parlo del posto dove ho cenato la sera prima, un posto dove i galli alzano la cresta su colline di purea che nascondono un cuore che in realtà è un paté dei loro fegatini, e di salmoni affumicati più preziosi dell'oro e perciò presentati in forma di lingotti e incoronati di fiori, e di una bouillabaisse nella quale i tranci di svariati pesci d'acqua dolce si intrecciano ai cipollotti per innalzare una palafitta sulla salsa vinosa, e di un'anguilla che si sgrassa sulla brace per poi saltare nel sacchetto del sottovuoto a crogiolarsi con il quartetto olio, alloro, aglio e rosmarino e infine trova pace sulla salsa di vitello all’arancia, e di un capretto che paziente si affumica sul legno di faggio con suo gran vantaggio, e... credo di averla convinta perché mi mette sotto il naso un foglietto e una penna affinché le scriva il nome ...continua

giovedì 20 giugno 2013

Apertura alare

Cigno a Pallanza - Lago Maggiore © Brillante-Severina
"...il buongusto favorisce la bellezza."  Brillat-Savarin
Alessandrino, Piemonte - Dietro le lenti scure degli occhiali da sole osservo le due signore che hanno appena ammainato le vele al tavolino della pasticceria dove sto facendo colazione con una fetta di torta allo yogurt e un caffè. Entrambe svettanti su tacchi e plateau alti quasi più delle gambe delle sedie e inguainate (o inguaiate, a seconda dei punti di vista) in abitini aderenti dai colori sgargianti esaltati dall'abbronzatura, una si lamenta: "Mi sono dovuta sedere, non riuscivo più a stare in piedi", mentre l'altra, impegnata a liberare il tacco da una cartaccia che se ne è invaghita e non vuole saperne di staccarsi, alza la gamba senza tanti riguardi estinguendo qualunque residua curiosità degli astanti circa colore e tessuto della sua biancheria intima. Tacchi vertiginosi di giorno e con l'afa? Abitini corti e fluttuanti? Liberissime, ovviamente, ma controllare pressione e apertura alare.

mercoledì 19 giugno 2013

Morsi e (ri)morsi

Vitello ronnato, burro all'aglio ursino © Brillante-Severina
"Che fortuna avere un buon appetito quando c'è la certezza di far presto un pranzo eccellente!" Brillat-Savarin
Piemonte occitano - L'appetizer della cena è accompagnato da una ciotolina di burro verde. È aromatizzato all'aglio ursino. Mi dicono che lo vanno a cercare e raccogliere personalmente in montagna, in concorrenza con le mucche che, ghiotte di quest'erba selvatica, quando salgono al pascolo la divorano senza risparmio. La crema verde, morbida al punto giusto, delicata ma non timida, mi pare ancora più preziosa e la tengo al tavolo per tutta la cena. L'aglio si crogiola nel burro, il burro sul pane e io spalmo senza (ri)morsi ...continua

martedì 18 giugno 2013

Teorema di lievito

Anolini © Brillante-Severina
Prendi la farina, trattala male, falla impastare per ore... Non farti viva quando l'aggrumi, stemperala come fosse un favore... Falle sentire che è poco importante, dosa bene polso e abilità... Cerca d'essere una tenera cuoca, ma fuori dalla spianatoia nessuna pietà... E allora si vedrai che ti riuscirà, chi é meno manipolato più soddisfazione ti dà. 
No cara amica, non sono d'accordo, tu parli da cuoca apprendista. Pezzo di anolino, la pasta non ti é lievitata e tu non hai insistito. Non esistono crudeltà in impasto, basta essere quello che sei. Lascia aperta la porta della cucina, vedrai che una farina 00 é già in cerca di te!

lunedì 17 giugno 2013

Che pastis!

Aperitivo Kir con Pastis e vino frizzante - Piemonte occitano © Brillante-Severina
"...i veri amatori centellinano..." Brillat-Savarin
Piemonte occitano - Non c'è niente come un aperitivo per riscaldarsi dal freddo di giugno. Sono a uno dei tavolini all'aperto del bar accanto al ristorante di montagna in una sera di metà giugno e ci sono più gradi nel bicchiere che fuori. Nel pomeriggio ha piovuto, sulla cima della montagna aleggia un po' di foschia e qui sono tutti dispiaciuti per il tempo non proprio estivo che mi ha accolta. Io invece, che per arrivare ho dovuto superare non poche difficoltà (una per tutte: il bancomat si è pappato la carta senza darmi in cambio neanche una banconota), sto più che bene, mi godo il fresco e il mix di Pastis più vino bianco frizzante e manciata di olive taggiasche prima di cena. Gli altri avventori mi guardano strano, ma non capisco se è per il Kir nel bicchiere o per l'abbigliamento da cena che, fra scarpine, top sbirluccicante sotto la giacca e pantaloni blu elettrico, si accorda poco all'ambiente e mi fa sembrare una Lollobrigida che si presenta al saloon vestita da Cleopatra ...continua

L'interprete di tutti i sentimenti

Fisarmonica e battuta di trota e crescione © Brillante-Severina
"...il suono... è diventato l'interprete di tutti i sentimenti..." Brillat-Savarin
Territorio occitano, Piemonte - Quando è iniziata la musica? Prima non mi sembrava che il ristorante avesse un sottofondo musicale, ma ora sento una melodia di fisarmonica. A volte è incerta, come se la mano cercasse sulla bottoniera le note, come se qualcuno nell'altra stanza stesse provando... ma forse sbaglio, in fondo ho anche l'impressione di vedere le stelle grazie alla tartara di trota salmonata, crescione e senape che ho davanti. E invece no, ecco spegnersi le luci e arrivare un dolcetto con candelina accesa seguito da un uomo che con la fisarmonica intona il motivo "Tanti auguri a te...". In sala siamo molto colpiti e commossi (tutti tranne il festeggiato, in verità) e una coppia di turisti stranieri è talmente entusiasta che alla fine del numero musicale improvvisa a sua volta un coro di auguri in una lingua incomprensibile. Un'ora dopo arriva il bis e la scena si ripete a beneficio di un altro festeggiato, seduto al tavolo dei francesi accanto a me. Di nuovo sincero stupore e applausi entusiasti di chi è ancora in sala. Sono tentata di andare a dire che è anche il mio genetliaco, ma forse è meglio ritornare quando sarà vero.

sabato 15 giugno 2013

Transumanza al relais

In hotel stanno facendo lavori di ammodernamento, la sala colazione non è ancora pronta e mi transumano nell'elegantissimo relais di fronte. Mi sacrifico.

martedì 11 giugno 2013

Via col ventre

Dopotutto... domani è un altro (menù del) giorno
Via col ventre

lunedì 10 giugno 2013

Prova palloncino

"...avrei voglia di mettere il desiderio dei liquidi fermentati... accanto alla preoccupazione dell'avvenire..." Brillat-Savarin
Langhe, Piemonte - Quando esco dal ristorante ho un solo pensiero: la pattuglia dei carabinieri che arrivando ho visto posizionata a cinque chilometri da qui ci sarà ancora? No perché se mi fanno la prova palloncino questa sera, dopo i vini bevuti, sto fresca. Tramontata l'epoca in cui la sobrietà si dimostrava portando il dito indice al naso e camminando in linea retta, faccio una passeggiata per il paese per smaltire l'alcol in presunto esubero. Pur essendo sabato sera il brio è decisamente altrove: i portici sono deserti, il buio fa sembrare quasi bella la facciata della chiesa che di giorno è oppressa da un alto campanile sormontato da una gigantesca statua della quale ora si vede solo una lucina rossa, le piazze silenziose non sono attraversate neanche da un gatto e la piantina mezzo rinsecchita lasciata a vegetare su un muretto davanti alla serranda chiusa di un negozio perché non si è avuto cuore di gettarla via è la perfetta (foto)sintesi della vivacità notturna del luogo. Superata la prova spleen, non se ne temono altre, neanche quella del palloncino.

domenica 9 giugno 2013

La febbre del sabato sera

"Le donne più propriamente ghiotte ... si distinguono per una mordacità tutta loro particolare." Brillat-Savarin
Langhe, Piemonte - Sono seduta al tavolo da pochi minuti quando, esplorando la veranda con lo sguardo, mi accorgo che i tavoli intorno sono occupati solo da coppie (che delicatezza, da parte dei ristoratori, mettermi in questa sala). Anche loro si accorgono di me visto che a turno, con quella sincronia tipica della provincia, si voltano a guardarmi e confabulano. Osservo alcune coppie, quelle nelle quali l'età dell'uomo è paternalmente distante da quella della commensale. Guardo alcune nuove arrivate, giovani donne che al fianco di orgogliosi accompagnatori entrano nel ristorante offrendo agli astanti la visione di poderose cosce nude fasciate in minigonne di jeans e tese al limite dello spasmo su altissimi sandali. Forse sono straniere o forse sono valchirie nostrane in formato tascabile. Lasciano attoniti un po' tutti eccetto la patronne, certo allenata alla tolleranza e favorevole più alla contrazione dei polpacci che dei portafogli. Nel 1945 Codreanu scrive che l'uomo paga il conto al ristorante e la donna a casa, mentre Simone De Beauvoir in un celebre saggio descrive quegli uomini che chiedono alle donne di farsi oggetto senza dare molto in cambio. Mordo il dolce di fragole e anche i versi di Franco Fortini casualmente ritrovati nella memoria "con la punta del sandalo hai messo in fuga / lo scorpione mentecatto", soddisfatta di pagare da me le mie cene (e i miei sandali).

sabato 8 giugno 2013

Coperto boomerang

Appetizer: crostini di patè di olive taggiasche e di acciuga © Brillante-Severina
"Si chiama esaurimento uno stato di debolezza, languore e depressione derivato da circostanze precedenti..." Brillat-Savarin
Ponente Ligure - La patronne del ristorante deserto in un giugno soleggiato si chiede perché ha pochi clienti. Io ho ordinato antipasto, primo, secondo e due mezze porzioni di dolci, del pane ho mangiato solo una fetta, il vino l'ho avanzato (non mi piaceva la scelta) e sul conto di settanta euro mi vedo appioppato uno stonato euro di coperto. Magari le domande da porsi sono altre?

venerdì 7 giugno 2013

Senza trama e senza finale

 © Brillante-Severina
"...per trasportare da un paese all'altro tutto ciò che merita di essere conosciuto..." Brillat-Savarin
Una località balneare del Ponente Ligure - Dopo il pranzo al ristorante e prima di risalire sul treno che mi riporterà in Piemonte ho circa un'ora. Esco sulla strada, giro a destra (sempre la prima a destra si deve prendere, no?) e inizio a percorrerla. Una chiesa, qualche negozio di abbigliamento ancora chiuso, agenzie immobiliari, gelaterie anonime, una serie di bar con i tavoli all'aperto occupati da uomini in età ma anche giovani (donne non pervenute). Potrebbe essere un paesino di provincia lombardo o piemontese se non fosse per le cartoline esposte nelle tabaccherie, estrogenate messaggere di una Liguria standard, distillata in monotone spiagge e ombrelloni e pseudo spiritosi piedoni coperti di sabbia. Non una che ritragga un'antica fortezza, una roccia conquistata dalle impavide agavi giganti, una vigna terrazzata, un monumento qualunque o anche solo le serre di fiori diffuse nella regione. Torno verso la stazione e cerco il sottopassaggio per vedere da vicino il mare. Non lo trovo e non insisto, immaginando le spiagge ormai colonizzate dagli stabilimenti balneari e dalle pallide nudità dei vacanzieri precoci. Ritorno sui miei passi verso il pavimento in graniglia arancione con decori Liberty (e sedie in plastica di rara bruttezza) della sala d'attesa. Quest'ora senza trama e senza finale non mi ha regalato il mare, ma le graziose onde spumose disegnate dalla grechina di un'eleganza d'altri tempi.

giovedì 6 giugno 2013

Mare ululà

Liguria di Ponente © Brillante-Severina
Per capire quanto io ami le località balneari, ecco il programma di una giornata di giugno:
Arrivo nel ponente ligure con treno IC: h. 12.59
Arrivo al ristorante distante 500 mt dalla stazione (comprensivo del probabile ritardo dell'IC): h. 13.30
Ora stimata fine pranzo: h. 15.45
Ritorno in stazione: h. 16.30
Probabilità di riuscire a vedere il mare: 5%
Di vederlo col binocolo: 95%

Alla fine... La cosa che ho amato di più è stato il pavimento Liberty in graniglia arancione della stazione e il mare l'ho fotografato solo dal finestrino del treno in corsa. La Regina Margherita è idolatrata in loco. Il cappon è magro, come da tradizione ligure, ma non povero e anzi disseminato d'astice e di chele sue.

Non farmi domande e non ti dirò bugie

La Regina Margherita, grande villeggiante del Ponente ligure © Brillante-Severina
La patronne del ristorante ligure mi chiede se sono qui in vacanza
Non farmi domande e non ti dirò bugie

mercoledì 5 giugno 2013

Servizio pigro? Prendi un cane

Lungomare Alassio © Brillante-Severina
"L'uomo non è fatto per un'attività indefinita... la continuità d'esistenza lo induce a desiderare il riposo." Brillat-Savarin
Alassio, Liguria - A questo cuoco piace raccontare i piatti e avere il contatto con il cliente. Solerte senza essere servizievole, porta in sala le preparazioni, le olia a dovere con un profumato extravergine locale, versa bisque e infusi, stappa scaraffa e mesce da un decanter che sembra la lampada di Aladino ma in vetro... e ogni tanto gli scappa una battuta felice. Come quando rivela che i poggiaposate d'argento a forma di cagnolino bassotto sistemati sulla tavola più che un accessorio elegante sono un escamotage: essendo molto pigro, per non dover fare il giro del tavolo sistemando a sinistra del piatto la forchetta e a destra il coltello e l'eventuale cucchiaio, posa tutto sul cane e risparmia energie. Ba(u)sta là.

martedì 4 giugno 2013

Comodo e circostanze

Capunet vegetariano e rane fritte © Brillante-Severina
"Con questo mezzo ognuno può mangiare all'ora che gli fa comodo secondo le circostanze derivate dagli affari e dai piaceri." Brillat-Savarin
Da qualche parte, in Piemonte - Giovedì sera. Dopo aver trovato inaspettatamente chiuso il ristorante per giunta stellato prenotato giorni prima (leggere Piaceri e dolori del gusto >>), sarebbe ragionevole rimettermi in macchina e tornare a casa, per non aggiungere delusione a delusione. Lo sarebbe, davvero. Invece guardo l'elenco dei "miei" ristoranti per individuarne uno che sia vicino e del quale mi serva una conferma del giudizio. Lo trovo, è un locale ambizioso sul quale io e il caporegione non la pensiamo allo stesso modo. Ricordo il capunet inutilmente vegetariano con coscette di rane fritte di cui due buone e due no ma anche uno dei migliori risotti mangiati quest'anno con caldarroste e coniglio confit. Parto e decido che se vedrò le luci accese telefonerò per chiedere un tavolo, altrimenti riprenderò la strada di casa. Quando arrivo, alle 21.30, le luci sono effettivamente accese. Parcheggio, telefono e una voce poco amichevole mi dice che il ristorante è chiuso. Non cambia idea neanche quando accenno al loro diverso giorno di chiusura e dico che sono già lì. Per la seconda volta nel giro di mezz'ora mi sento buttare giù il telefono senza troppi complimenti (a nessuno dei due ristoratori è venuto per esempio in mente di consigliarmi un locale alternativo dove cenare). Indicare orari di apertura e giorni di chiusura non è un gesto di cortesia ma un obbligo e prima o poi capita di essere colti in castagna dalla persona sbagliata, per esempio un cliente poco conciliante (che dopo essere partito da casa, aver sprecato soldi per benzina e autostrada e aver trovato la porta chiusa presenta lui il conto sotto forma di denuncia) o un critico in incognito (che dopo essere partito da casa, aver sprecato soldi per benzina e autostrada e aver trovato due porte chiuse lì per lì non reagisce perché non può... ma non tirate un sospiro di sollievo).

domenica 2 giugno 2013

Se sei donna sei groupon

  Alassio, Liguria © Brillante-Severina
"Il buongusto non disdice affatto alle donne..." Brillat-Savarin
Liguria di Ponente - Con un'amica si decide di pranzare in un ristorante stellato per stare insieme e farci un regalo. Ci mettiamo in ghingheri e saliamo sul treno intercity, destinazione Liguria di ponente. Colazione ai tavoli all'aperto di una pasticceria storica e tante parole di speranza e timore sulle nostre vite in un tempo incerto. Alle 13.00 in punto suoniamo alla porta del ristorante e veniamo accompagnate in un salotto elegante dove il cuoco in persona ci porge due menu aperti a una pagina precisa. La pagina è quella di una proposta di degustazione diversa da quelle esposte fuori, senza prezzo e intitolata Groupon. Ci guardiamo stupite. Forse a pranzo i ricchi menu che abbiamo letto all'ingresso non sono disponibili e vengono sostituiti da questo? E il titolo? Fa dello spirito con riferimento a un sito che vende esperienze gourmet in saldo? Lo spirito non c'entra e lo conferma il cuciniere nerovestito (non per questo snellito) quando ci dice che quello è il menu riservato proprio ai clienti Groupon. Ci piacerebbe sapere cosa abbia fatto credere a questo cuoco, il quale evidentemente aspettava quattro persone a pranzo, che noi siamo le clienti "scontate". Mi limito a un finto ingenuo "Cos'è Groupon?" che lo disorienta e fa ricomparire i menu a prezzo pieno (50 e 80 euro, a seconda del numero delle portate) e l'esclusiva carta dei vini. Non solo ha sbagliato mira, ma ha fatto la figura di quello che spedisce al coniuge la lettera destinata all'amante. Osservando durante il pranzo la coppia Groupon che nel frattempo è arrivata, registriamo che pur ricevendo un menu ridotto e vino al calice, per il resto gode di un servizio identico al nostro, pagando la metà della metà. Per ironia della sorte i due siedono allo stesso tavolo che fu assegnato a me la prima volta che venni, sola e unica cliente, in questo ristorante anni addietro... un posto di serie b, devo dedurne. Arriviamo alla conclusione che la valutazione del cuoco sia stata sessista: le donne (senza uomini) frequentano poco i ristoranti, tantomeno stellati, e quindi se osano varcarne le soglie in autonomia il pranzo lo comprano in saldo. Sconsigliato a chi viaggia Soulon.

sabato 1 giugno 2013

La sirena e il tricheco

Pesci © Brillante-Severina
"...questa bramosia straordinaria che agisce su tutte le razze umane... è ben degna di fermare l'attenzione dell'osservatore..." Brillat-Savarin
Alessandrino, Piemonte - La donna-sirena dal lungo crine sta cercando di sedurre l'uomo-tritone in età e dallo stomaco debordante. Che forse ci sta. La gustosa scenetta si consuma proprio al tavolo di fronte al mio, nel ristorante in collina dove pensavo mi aspettasse una serata noiosa e che invece sono decisa a non lasciare finché non si capirà come andrà a finire tra i due.
Lei attacca con la solfa del fascino dell'uomo maturo che dà sicurezza alla donna più giovane; fascino innegabile nell'uomo anziano che le sta di fronte, dotato delle classiche armi di seduzione di massa: pancione gonfio a zampogna, folti baffi da tricheco e piazzetta fra i capelli grigi. Replicando i gesti visti in qualche film su geishe e samurai, lei vuota il fondo della bottiglia di vino in un solo bicchiere e glielo porge per berlo insieme. Lui vacilla ma resiste, mostrandole che la strada da percorrere è ancora lunga. Allora lei passa al contatto fisico, posando casualmente, ma ripetutamente, la propria mano sulla sua. A furia di insistere, anche lui la cerca, le bacia la mano, spesso con lo schiocco, è semi cotto. E per chi in sala non avesse capito che lei non vuol perdere la partita, con il pretesto di aver rovesciato l'acqua sposta la sedia e passa dalla posizione frontale al fianco, mettendosi alle costole di un uomo sull'orlo di una crisi di incredulità. 
Nella grande sala siamo rimasti solo io e loro. Dopo il dolce (aspic di fragole e melone al Moscato), come da mia buona abitudine ordino un distillato. Ce la farà lei a concludere prima che io arrivi al fondo del bicchiere? Ormai parlano a voce molto alta. Lei dà l'affondo e con tono mellifluo sospira: "Ho bisogno di te, in tutti i sensi..." e lui che ormai ha messo il pilota automatico risponde: "Ci sono!" E io, sottovoce, suggello: "E ci credo!"
Quanto so farmi durare io un bicchiere di distillato neanche Hemingway: ho ancora due sorsi di grappa di Barbaresco quando, lui convinto di poter ancora essere affascinante e lei illusa di avergli fatto cambiare idea mentre forse è solo una mosca nella tela del ragno, li vedo scattare in piedi come molle e andar via. Sicuramente a vedere il Letterman Show. Me ne vado anch'io, con una cena un po' insipida ma una sapidissima storia.

venerdì 31 maggio 2013

C'è costoletta e cotoletta

Ho ordinato costolette d'agnello impanate alle erbe fini e mi portate tre cotolette al sangue impanate qualunquemente?
Siete equivoci

Sparecchio lento

La coppia a fianco è andata via da più di mezz'ora e sul tavolo ci sono ancora i tovaglioli e i bicchieri e i biscottini avanzati?
Siete strepitosi

Tragico e strategico tavolo

La sala del ristorante è semivuota e mi mettete nell'ultimo tavolo vicino alla cucina dal quale sento tutti i vostri discorsi?
Siete fantastici

Lanzichenecco al sacco

A cena sarò tollerante e comprensiva.
Come un Lanzichenecco al Sacco. Di Roma.

giovedì 30 maggio 2013

Ho visto maltrattare un uovo

Bianco e giallo, Liguria © Brillante-Severina
"Dopo il primo piatto, attaccò la frittata..." Brillat-Savarin
Da qualche parte in Liguria - Ho visto maltrattare un uovo. Strapazzato, immischiato con brandelli di crostacei e coriandoli d'erbe, ridotto a un mucchietto informe, accerchiato da gamberi in bisque. E ho ascoltato la filosofia del suo cuciniere: se a un cliente non piace un piatto del mio menu è un problema suo. E ho immaginato pollai in fuga, con tuorli e albumi in salvo.

mercoledì 29 maggio 2013

Tatto o vanità, tutto è vanità

La sala del Pipero al Rex alla fine della fine della serata  © Brillante-Severina
"Così il tatto ha corretto gli errori della vista..." Brillat-Savarin
Esquilino, Roma - La sera è arrivata, andrò a cena nel ristorante più interessante fra quelli che mi sono proposta di visitare nella mia settimana romana di maggio. Il maggio più strano del secolo, freddo e piovoso, che però non mi ha scoraggiata dal mettere in valigia i sandali verde smeraldo con tacco alto che amo perché solidi e leggeri insieme, ispirati al vintage e moderni, ma soprattutto non volgari. Tornando al maggio capriccioso, quando si avvicina l'ora di uscire la pioggia, ovviamente, inizia a cadere più intensamente. La fermata dei taxi è vicina a casa, ma fra il portone e le auto bianche c'è comunque un serio percorso di sanpietrini dissestati sui quali è facile scivolare con le ballerine figuriamoci con i tacchi. Meglio prenotare un taxi e farlo arrivare davanti al portone o quasi. Lunga attesa telefonica con musica ossessiva, risposta di un'operatrice, nuova lunga attesa e... click, cade la linea. Ci riprovo con un'altra compagnia, stesso esito. Guardo i sandali, che fare, li cambio? Me li sono trascinati in valigia per le sette rampe di scale e non ci rinuncio (fantastico il palazzo antico, ma l'ascensore è forse considerato una concessione alla decadenza dei costumi e manca). A furia di insistere il taxi lo trovo e anche l'hotel e il di lui ristorante (altri gradini, per sentirsi un po' Wanda Osiris) e quando il maître mi accompagna nella sala scopro, non senza accasciamento dell'orgoglio, che le eleganti apparecchiature dei tavoli prevedono scenografiche tovaglie lunghe fino al pavimento le quali coprono completamente i piedi dei commensali. Tanta fatica per niente e ben mi sta, rimugino, fino a quando mi accorgo che il tavolo al quale vengo accompagnata è l'unico la cui tovaglia non tocca terra. Fra tatto e vanità. Vanitas vanitatum et omnia vanitas (vanità delle vanità, tutto è vanità).

martedì 28 maggio 2013

Il grande freddo (della sala)

Ruhm agricolo © Brillante-Severina
"La sala da pranzo sia illuminata sfarzosamente, la tavola pulitissima e la temperatura da 13 a 16 gradi Réaumur." Brillat-Savarin
Da qualche parte a Roma - Ho sempre affermato, e lo ribadisco, che mangiare da sola non mi crea problemi, tanto meno in un ristorante vuoto (e meno male, visto il deserto feriale). Però se la sala è gelata perché la primavera non ne vuol sapere di arrivare e fuori piove a dirotto e per riscaldarmi devo bere mezza bottiglia di vino con i soli antipasti, l'equilibrio "dello spirito" vacilla. Questo penso mentre la patronne del ristorante, che durante la cena si è materializzata al tavolo una sola volta al momento della scelta del vino e poi non si è più vista lasciandomi alle cure del cameriere gentile ma meteoimpermeabile, si ripresenta alla fine della serata, quando chiedo un distillato (in alternativa potrei accendere un falò?). Con intuizione esatta ma tardiva come l'uva intontita del Recioto, mi chiede se desidero che accenda il riscaldamento. Avrei preferito che me lo chiedesse due ore prima, prima che il sangue smettesse di circolare nelle dita dei piedi per concentrarsi in un solo emisfero del cervello, quello surgelato.

domenica 26 maggio 2013

L'ultima cotica

Chiesa illuminata per il mese mariano nel pavese © Brillante-Severina
"...finisce di vivere come aveva iniziato: senza averne coscienza." Brillat-Savarin
Oltrepo pavese, Lombardia - "Non voglio morire qui!" esclamiamo all'unisono io e il mio amico fermando le posate e le mandibole impegnate col cotechino, come se un coreografo stesse dirigendo i nostri movimenti. Per una volta non c'entra il cibo: entrambi abbiamo avvertito una zaffata di gas persistente nella sala color verde pisello della piccola osteria riscaldata da due stufe. Fredda primavera, tiepida cotica.

venerdì 24 maggio 2013

Primavera romana

Non si ricordava una primavera romana così fredda dal Natale del 1990.

lunedì 20 maggio 2013

La terribile apparizione

Tagliatelle e spugnole © Brillante-Severina
"Potete immaginare come rimasi durante la terribile apparizione." Brillat-Savarin
Da qualche parte in Piemonte - Avevo notato il paese prima che il ristorante. Un giorno, tornando a casa da un servizio fotografico e un pranzo, avevo seguito la freccia gialla un po' sbiadita che indicava un castello e mi ero ritrovata ad arrampicarmi con la macchina su un piccolo borgo silenzioso e deserto. Chiesa parrocchiale con facciata rosa ondulata a ventaglio, case giallo zafferano con tendine di pizzo alle finestre, il profilo imponente del castello squadrato come un bonet (dolce tipico piemontese al cioccolato e amaretti) con rovine ricoperte da rampicanti rugginosi degno dell'attenzione di Walpole, cappella con affresco di drago calpestato dal piede in armatura del solito biondastro santo di nome giorgio. Era autunno e portai a casa un bel servizio fotografico e la scoperta di un ristorante affacciato su una delle vie che mi ero ripromessa di provare per proporne l'ingresso in Guida. Alcuni mesi dopo, una domenica di primavera, ripetevo il viaggio (circa centocinquanta chilometri), entravo nel locale accolta dalla più gentile ospitalità e trovavo un ambiente suggestivo, un servizio curato, piatti invitanti che sembravano confermare la buona scelta. Mi era stato apparecchiato un bel tavolo con vista sulla sala intera e coraggiosamente ordinavo un tris di antipasti, una pasta fresca con erbe e funghi e due secondi, di pesce e di carne e pure un dolce, crepasse l'inappetenza. La quale tosto si presentava sotto forma di capello di media lunghezza attorcigliato su se stesso sulle tagliatelle. Rimasi male.

venerdì 17 maggio 2013

Piaceri e dolori del gusto

Anolino © Brillante-Severina
"La gastronomia considera il gusto nei suoi piaceri come nei suoi dolori..." Brillat-Savarin
Da qualche parte, in Piemonte - Ieri sera l'avevo presa bene, ma oggi sento la delusione a scoppio ritardato. Dovrei essere qui a scrivere la scheda del miglior ristorante che mi era stato assegnato quest'anno dalla Guida e invece mi ritrovo a fare la cronaca dell'assurdo. Avevo telefonato al ristorante stellato, cappellato, gamberato e quant'altro martedì, prenotando un tavolo per giovedì. Sono sicura del giorno perché a partire da venerdì avevo fissato altri impegni e non mi sarebbe quindi stato possibile andare nei luoghi dove il locale si crogiola. Ero partita da casa verso le 19.00 e mentre guidavo in autostrada, con il pieno di benzina, abito e scarpe eleganti e il soprabito delle grandi occasioni, pensavo a quanto fosse strano andare in quel ristorante tanto desiderato (lo chiedevo da anni e non mi era mai stato assegnato) in una serata fredda e piovosa, ma già pregustavo i piatti che avrei scelto, dal piccione in crosta di tartufo ai gamberi viola con misteriosa salsa di corallo all'agnolotto di faraona alla trippa all'amatriciana e i vini che il sommelier avrebbe abbinato. Alla meta ero arrivata alle 20.40, trovando il solito silenzio che protegge i piccoli paesi all’ora di cena, e nonostante la pioggerella che iniziava a cadere più fitta, avevo approfittato degli ultimi momenti di luce per scattare una fotografia a quello che mi era sembrato il più brutto campanile mai visto. Alle 20.50 ero ritornata davanti all'ingresso del ristorante ma il cancello era ancora chiuso. Il primo pensiero era stato che quello non fosse l'ingresso giusto. Non era strano trovare un'inferriata sbarrata e neanche un campanello o un citofono? Finalmente trovavo un passante, un uomo anziano, e gli chiedevo lumi. Lui rispondeva che si, di solito vedeva le persone entrare da lì (come a dire che lui in un posto così non era mai stato) ma che quella sera, a giudicare dalle luci spente, gli sembrava chiuso. Rispondevo che non era possibile, perché avevo prenotato, io, tzè. Cercavo il foglio col telefono e chiamavo.
- "Buonasera, sono XX, ho una prenotazione per questa sera ma vedo il cancello chiuso..."
- "Ha una prenotazione per oggi? Non è possibile..."
- "Ma si, le assicuro."

- "Non può essere."
- "Ma... è il ristorante YY?"
- "Si. Quando ha prenotato?"
- "Qualche giorno fa, subito dopo la vostra riapertura, mi pare di riconoscere la voce, ha preso lei la telefonata..."
- "Si, mi ricordo, ma l'ho segnata per venerdì."
- "Ma era per giovedì... e sono qui davanti..."
- "Questa sera non avevamo prenotazioni e, non vedendo arrivare nessuno, venti minuti fa abbiamo chiuso e siamo andati via..."
- "..."
- "Sono davvero mortificato, in tanti anni non mi era mai successa una cosa simile ed essendo il titolare non posso prendermela con altri che con me stesso… la prego di scusarmi e di accettare di venire un'altra volta, mia ospite."
- "Bravo, se mi lascio offrire una cena da un ristoratore il Direttore della Guida mi butta fuori" penso, e invece dico: "Tornerò sicuramente, ma non è necessario che lei mi offra la cena..."
- "Mi sembra il minimo... Scusi ancora… Buonasera."
Click.
Rimanevo ancora un po' davanti al cancello, pensando a quante persone negli anni lo avevano trovato aperto e varcato e goduto di quello che avevo immaginato. Non riuscivo ancora ad allontanarmi, indecisa se credere come vero quello che era appena successo e che nemmeno a me era mai accaduto, né in dieci anni di collaborazione alla Guida né nella mia più vasta carriera di gourmande. Mezz'ora dopo ricevevo sul cellulare da cui avevo chiamato il ristorante un lungo sms dello chef con sincere scuse, senso di colpa e rinnovato invito 
a essere sua ospite qualunque giorno, anche l'indomani ...continua

giovedì 16 maggio 2013

Profane soste

Abbazia di Staffarda, Piemonte © Brillante-Severina
"Passeggiavo beatamente, osservando..." Brillat-Savarin
Abbazia di Staffarda, Piemonte - L'Italia ha un modo tutto suo di valorizzare il patrimonio artistico. Per esaltarlo in maniera adeguata, piazza davanti ai monumenti delle testimonial d'eccezione, e non parlo delle mucche che tosano i prati davanti alle abbazie. Dopo aver pranzato in un ristorante a quindici chilometri dall'Abbazia di Staffarda e aver poi passeggiato per le sale e il chiostro e il giardino abbaziale, mi decido a risalire in macchina per tornare a casa. Percorro la statale dalla quale il complesso dell'abbazia offre un profilo che non ho ancora fotografato. La strada è trafficata e accostare al margine con le doppie frecce non sarebbe un gesto salutare, solo che l'unico spiazzo nel quale fermarsi è occupato da una donna in abbigliamento ispirato più alla Goulue di Toulouse Lautrec che a Chanel. Che male c'è mi si dirà (me lo diranno soprattutto i di lei clienti), cosa impedisce la sosta per qualche click. C'è che pochi mesi fa ho vissuto un'esperienza simile e demenziale e... continua >

Se una sera d'inverno una viaggiatrice

Ponte fantasma © Brillante-Severina
"Accidempoli!" Brillat-Savarin
Non lontano da Pollenzo, Piemonte - Ero passata diverse volte davanti a quell'antico ponte mentre mi dirigevo verso le mete gourmet da recensire per la Guida, ma non ero mai riuscita a fermarmi. La sua apparazione è affascinante e misteriosa, con le arcate in mattoni rossi a mosaico seminascoste dagli alberi e che solo all'ultimo rivelano l'abisso fra le due rive là dove l'arco non c'è più. Non mi ero mai fermata perché la strada accanto è stretta e tutta curve e trafficata a causa della vicina zona industriale e avevo sempre dietro qualche automobilista poco interessato al paesaggio e poi perché quando ci passavo al mattino pensavo che mi sarei fermata al ritorno, salvo poi sbagliare puntualmente strada e trovarmi la sera su altri percorsi. Questa volta non ho sbagliato, ma al ponte non ci pensavo più. Così quando me lo vedo comparire davanti all'improvviso al tramonto, inchiodo e mi fermo. La macchina fotografica è scarica ma ho l'Ipad comprato da poco e lo accendo per avere finalmente un'immagine di quel luogo magico. Solo quando scendo dalla macchina senza neanche indossare la giacca per la fretta, mi accorgo che dall'altra parte della strada c'è una ragazza seduta su uno sgabello, stupita e delusa che io non sia un cliente. Faccio le mie foto con la colonna sonora dei suoi ammicchi (non capisco se cerca di sedurmi o se mi prende in giro), mentre gli automobilisti passano e rallentano incuriositi. Risalgo in macchina arrabbiata col fango, il cancello che svilisce il ponte, gli automobilisti e la ragazza (mi spiace cara, ma se ti metti fra me e un tramonto su un ponte antico la solidarietà femminile va a farsi benedire). Percorro la curva, attraverso il fiume e mi fermo nell'ampia piazzola di fronte al ponte, per fotografarlo anche da quel lato. Sto per scendere quando una macchina guidata da un uomo si ferma anche lei nello spiazzo. Cosa faccio, scendo o me ne vado, stava seguendo me o si è fermato per caso? Temporeggio ma non succede niente e intanto il sole scende. Decido che ormai ci sono e porterò a casa le mie fotografie. Scendo, ma senza allontanarmi troppo dalla macchina, e anche quando mi allontano mi guardo continuamente le spalle (l'altra macchina è sempre lì). Fotografare monumenti con l'ansia, emozioni da donne.