Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.
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venerdì 7 giugno 2013

Senza trama e senza finale

 © Brillante-Severina
"...per trasportare da un paese all'altro tutto ciò che merita di essere conosciuto..." Brillat-Savarin
Una località balneare del Ponente Ligure - Dopo il pranzo al ristorante e prima di risalire sul treno che mi riporterà in Piemonte ho circa un'ora. Esco sulla strada, giro a destra (sempre la prima a destra si deve prendere, no?) e inizio a percorrerla. Una chiesa, qualche negozio di abbigliamento ancora chiuso, agenzie immobiliari, gelaterie anonime, una serie di bar con i tavoli all'aperto occupati da uomini in età ma anche giovani (donne non pervenute). Potrebbe essere un paesino di provincia lombardo o piemontese se non fosse per le cartoline esposte nelle tabaccherie, estrogenate messaggere di una Liguria standard, distillata in monotone spiagge e ombrelloni e pseudo spiritosi piedoni coperti di sabbia. Non una che ritragga un'antica fortezza, una roccia conquistata dalle impavide agavi giganti, una vigna terrazzata, un monumento qualunque o anche solo le serre di fiori diffuse nella regione. Torno verso la stazione e cerco il sottopassaggio per vedere da vicino il mare. Non lo trovo e non insisto, immaginando le spiagge ormai colonizzate dagli stabilimenti balneari e dalle pallide nudità dei vacanzieri precoci. Ritorno sui miei passi verso il pavimento in graniglia arancione con decori Liberty (e sedie in plastica di rara bruttezza) della sala d'attesa. Quest'ora senza trama e senza finale non mi ha regalato il mare, ma le graziose onde spumose disegnate dalla grechina di un'eleganza d'altri tempi.

giovedì 6 giugno 2013

Mare ululà

Liguria di Ponente © Brillante-Severina
Per capire quanto io ami le località balneari, ecco il programma di una giornata di giugno:
Arrivo nel ponente ligure con treno IC: h. 12.59
Arrivo al ristorante distante 500 mt dalla stazione (comprensivo del probabile ritardo dell'IC): h. 13.30
Ora stimata fine pranzo: h. 15.45
Ritorno in stazione: h. 16.30
Probabilità di riuscire a vedere il mare: 5%
Di vederlo col binocolo: 95%

Alla fine... La cosa che ho amato di più è stato il pavimento Liberty in graniglia arancione della stazione e il mare l'ho fotografato solo dal finestrino del treno in corsa. La Regina Margherita è idolatrata in loco. Il cappon è magro, come da tradizione ligure, ma non povero e anzi disseminato d'astice e di chele sue.