Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.

lunedì 28 aprile 2014

Ricci di mare e lingue d'anatra

Fotografia di Brillante-Severina
Fra Lago d'Orta e Lago Maggiore, Piemonte - Bighellonando sul sito di un ristorante da recensire, nel menu trovo: "Tagliolini di pasta fresca, ricci di mare e lingue d'anatra". Colti palmipedi multilingue? A me!

venerdì 11 aprile 2014

A cena con l'uomo di terracotta

Fotografia di Brillante-Severina
Oltrepo pavese, Lombardia - A cena con un uomo... nudo. E molti altri sono disseminati nella sala del ristorante (a buon intenditor...)

La crème qui doucement... te strozze

"Sono stati inventati piatti così attraenti […] e che sono insieme così leggeri da accarezzare  il palato senza aggravare lo stomaco." Brillat-Savarin
Torino, Piemonte - Eccola servita in tavola, la crema di insalate. La presentazione è originale, ma anche una sfida al galateo della posata; infatti per arrivare alla soupe fraîche bisogna prima rompere la sottile tegola caramellata posata sulla zuppiera e sormontata da una corona di misticanze, mirtilli, mezzo asparago e una quenelle di panna al limone e pino mugo. 
Frantumo, mescolo e affondo. 
Ingollo una cucchiaiata di fior fiore del primaverile orto liquido e la crema scende morbida, fresca e arrendevole giù per il gargarozzo... finché un coriandolo di tegola caramellata si ribella a un destino di scioglievolezza, mi si appiccica alla gola come un francobollo alla busta e quasi mi strozzo mentre a furia di deglutire affannosamente, raspare e tossire (ma con discrezione, perché ci manca solo che a qualche vicino di tavolo venga l'idea di farmi la manovra di Heimlich) lo convinco ad andarsene per la sua strada esofagea. 
A parte questo piccolo incidente di trangugio e la personale conclusione che le tegole cadono non solo sulla testa, tutto bene.

martedì 1 aprile 2014

Pantheon e prezzemolo

Roma - Attraversi piazza del Pantheon e rimani incastrato, come prezzemolo fra i denti, nei souvenir fotografici di tutti i continenti.

domenica 30 marzo 2014

Il prezzo della cena

Bene Vagienna, Piemonte - Al mercatino dell'antiquariato domenicale chiedo al rigattiere il prezzo di due specchi gemelli che espone sul banchetto e lui risponde: "Costano quanto una cena in un ristorante stellato". Ah, ma allora è una persecuzione...

sabato 29 marzo 2014

Mozzarelli in carrozza

Liguria - Nello scompartimento del treno quasi solo uomini e quasi tutti con i capelli rasati a zero. Mozzarelli in carrozza.

venerdì 28 marzo 2014

Non schiodo

Cuneo, Piemonte - Fine del pranzo, ma non del vino. Il sommelier misura la stanza avanti e indietro a passi annoiati ma io non schiodo, ancora (così impara a non mescere quando è tempo).

lunedì 17 marzo 2014

Ferragosto a marzo


"...le sostanze alimentari non sono ingrate né al gusto né all'odorato." Brillat-Savarin
Borgo D'Ale, Piemonte - Domenica senza velleità gourmet, dedicata solo all'esplorazione del mercato antiquario. Pensavo. Ma scopro presto, a mezzogiorno per l'esattezza, che i miei propositi sono poco condivisi. Il grande mercato antiquario che si spande sotto e intorno al mercato ortofrutticolo alle porte del paese, è meta di vere e proprie gite domenicali e pullula di famigliole a caccia non tanto di anticaglie di gusto gozzaniano da esibire in salotto quanto di contemporanee porchette da strizzare fra robuste fette di pane. E gli espositori non sono da meno. All'una, quando il sole di un marzo quasi tropicale è ormai talmente caldo che perfino le statue di angeli e madonne esposte sui muretti rinuncerebbero volentieri ad ali e cappe, ecco sollevarsi e spandersi un vapore pregno di aromi la cui origine non lascia dubbi. Salsicce, braciole e costolette sfrigolano sulle braci, ed è subito ferragosto.

sabato 15 marzo 2014

Il lume della stagione

Pavia, Lombardia - Vetrine di pasticceria storica a metà marzo: una è decorata con addobbi natalizi, la seconda con foglie di plastica arancion-autunnali e la terza con fogliame plasticoso presumibilmente evocativo di brezze primaverili. Quando si perde il lume della stagione...

domenica 9 marzo 2014

Il menu di Frida Kahlo

Zuppa di ostriche, riso bianco con banane, mole nero: il menu delle nozze di Frida Kahlo con Diego Rivera.

giovedì 6 marzo 2014

Dolci quaresimali

Genova, Vetrina di confetteria storica
Genova, Liguria - Adorabil (dolcetto) Quaresima(le) inizia a occhieggiare dalle vetrine delle confetterie storiche.

mercoledì 5 marzo 2014

Sbagliando si impara a ordinare?

Genova, Liguria - Come è triste veder servire ai tavoli intorno piatti coloratissimi e di scenografica presentazione e al proprio una sequenza di piatti monocolore e dal monotono sapore. Tra le mie scelte sbagliate di oggi, i paccheri con gamberi bianchi e fagioli. Sbagliando si impara a ordinare?

martedì 25 febbraio 2014

Squame en travesti

Torino, Piemonte - Inchiesta sul pesce crudo servito in alcuni ristoranti, soprattutto esotici, del centro. Fra le varie irregolarità scoperte, anche un'anguilla falsa. Era un (meno pregiato) grongo. A Carnevale, anche le squame sono en travesti.

sabato 22 febbraio 2014

Carnivori e trattori

Carne cruda battuta al coltello
Cuneo, Piemonte - Il bello del Carnevale è che mentre guidi su una strada statale alla ricerca del ristorante perduto, ti vedi venire incontro un leone alto tre metri trasportato da un trattore che pare sull'orlo di un capottamento. Se il gulliver-felino arriva al ristorante per primo, addio carne cruda!

giovedì 13 febbraio 2014

24 ore gourmet

Firenze
Firenze, Toscana - Tre ristoranti visitati e recensiti in 24 ore. Vedo Firenze e poi muoro (felice).

lunedì 10 febbraio 2014

Il salame con le lische

Salame di trota
Cuneo, Piemonte - L'unico salame con le lische (innocue): salame di trota.

domenica 9 febbraio 2014

Sogno o son desta?

"...per poca attitudine si abbia all'osservazione..." Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte - Sogno o son desta? Son seduta al tavolo del ristorante da venti minuti con il coltello-baionetta pronto a sferrare l'attacco alla collina di salsa tonnata per spalmarla sulla pianura di fettine di vitello, quando vedo uscire dalla cucina un uomo (proprietario del ristorante, presumo), una donna e una bimba, ognuno col proprio piatto in mano. Il corteo approda a un tavolo e inizia a pranzare, con la massima disinvoltura. Disturbo?

sabato 8 febbraio 2014

Quella volta che salvai un salumiere



Salame di trota in una gastronomia di Cuneo
"…una forza d’osservazione senza di cui anche i cibi più succulenti passano inavvertiti."  Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte – Entro in gastronomia subito dopo una signora che mi tiene gentilmente la porta. Mentre curioso fra terrine, formaggi e insaccati di ogni foggia e profumo, la sento esporre al salumaio il proprio dilemma: “So che la domanda suona strana in questo negozio, ma esistono salumi nei quali non sia presente il maiale?”. Una richiesta, spiega, nata dall’esigenza di offrire a cena un antipasto stuzzicante all'ospite che per motivi di intolleranza (anche religiosa) non mangia maiale. Il salumaio, forse colto in contropiede-di-porco, dimentica completamente le due mocette (di cervo e di agnello) che fanno bella mostra di sé stesse in vetrina, per non parlare del salame di trota che è il motivo per cui io sono entrata e balbetta come un salame che non ne ha. Da brava wonderwoman del gusto o meglio superciuck-a dell'impiccio, intervengo in suo soccorso, ripescando dall’oblio gli insaccati dimenticati, con sollievo del salumaio e felicità della signora alla quale quasi quasi chiedo se mi invita alla cena senza porci.

venerdì 7 febbraio 2014

Il silenzio dei muscoli

"Le passioni agiscono sui muscoli, e... anche se una persona tace le si posson leggere in viso i diversi sentimenti da cui è agitata."  Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte - Ho ormai oltrepassato la porta del ristorante in centro città dove ho pranzato desiderosa solo di una bella passeggiata digestiva sotto i portici, quando una donna rosa vestita, a occhio e croce la proprietaria, mi insegue: “Signora, signora…!” e appena mi volto mi impallina: “Lei è la giornalista che due anni fa era a pranzo nel ristorante Pinco Pallo, vero?” La guardo basita. A parte il fatto che ha avuto due ore per fare conversazione e invece ha aspettato che uscissi per materializzarsi e (in)trattenermi, a parte la memoria da elefantessa, a parte la contraddizione fra essere la proprietaria di quel ristorante chic come pure di questo locale più muffo di un gorgonzola dimenticato in fondo al frigo, ma come sa della mia professione? Io certo non lo rivelai e anche ora mi limito a confermare di aver pranzato là. Ascolto in paziente silenzio la sola cosa che evidentemente le preme dirmi (il cambio di gestione di là e di qua); non una domanda di cortesia, non una curiosità sul gradimento del pranzo appena consumato. Trascorso un tempo che considero ragionevolmente cortese, ricambio complimentandomi per il risotto ed esprimendo perplessità sullo stracotto (nella media l'uno e più somigliante a una bistecca attraversata da vene di grasso l'altro, penso e non dico). Non apro squarci nelle nebbie di una cucina di scarse ambizioni, ma ottengo comunque l’effetto desiderato: un lesto congedo.

giovedì 6 febbraio 2014

La carne è debole

Gastronomia a Cuneo - fotografia di Brillante-Severina
La carne è debole. Per non parlare del fegato. Brillante-Severina

mercoledì 1 gennaio 2014

martedì 31 dicembre 2013

Cappesante a colazione

Piemonte - Saltata quella che sarebbe stata una ormai tardiva colazione, approdo a un acerbo doppio aperitivo con Arneis e cappesante, per poi sfilare davanti a una pattuglia con la leggerezza di un palloncino.
Ultime dal 2013.

domenica 22 dicembre 2013

martedì 26 novembre 2013

Fasti luigisedici: se non hanno neanche le brioches, mangino i paccheri

Paccheri gamberi e melanzane
"Prima dell'epoca di cui abbiamo parlato (1770) le persone ricche e potenti godevan quasi sole di due grandi vantaggi: viaggiavano con grande rapidità e mangiavano sempre molto bene." Brillat-Savarin
Fossano, Piemonte - Dopo quasi due ore di guida e non prima di aver sbagliato strada almeno tre volte, tanto per tener alta la media dello smarrimento, entro nella Città antiquaria come un diabetico entra in pasticceria: vorrei tutto e quasi nulla posso avere. Mi salva il fatto che i pochi negozi aperti (e meno male che è sabato mattina) pronunciano stime e prezzi da cardiopalma ("Quel grande specchio? Venduto, era antichissimo." - "Quell'altro più piccolo? Si tratta di un Luigi XVI originale, io non vendo patacche, e viene tre-e-otto"). Ritiro la mia modesta (ma vero affare) sedia Napoleone III 1870 e dopo una lotta col portabagagli per infilarcela senza romperla, riparto. Vedo in lontananza il profilo imponente del castello e parcheggio vicino a un mercato agricolo. Poi mi incammino verso il centro, sotto le gocce sempre più pesanti di una pioggia decisa a dominare la giornata. Potrei cercare un locale nuovo, ma dopo il luigisedicioriginale non sono dell'umore; entro nel convento trasformato in hotel, ristorante e ristorantino con piatti unici e di quest'ultimo faccio mio l'ultimo tavolo libero, accanto a tre uomini di età assortite che stanno consumando un raffinato aperitivo. Quando se ne vanno mi salutano e penso che sono cordiali i fossanesi, o magari questi sono foresti come me. Fuori avevo letto un menu che non corrisponde quasi per nulla a quello che mi viene portato e scelgo una pasta con gamberi e melanzane. Il piatto è poco novembrino e alla fine non capisco se i paccheri erano buoni perché pochi o pochi perché buoni. Ci bevo un bicchiere di Arneis e pur di non uscire troppo presto nei freddi portici deserti ordino anche il tortino caldo di gianduia, dolce al limite dello stucchevole. Il conto, di 23 euro, è vicino a quello della mia sedia napoleoneterzo e lontano anni luce dai fasti luigisedici.

venerdì 22 novembre 2013

venerdì 8 novembre 2013

Taxi driver 2

Roma 
"Co' quell'occhi po' chiede d'anna' 'ndo vole!" 
Se si hanno carenze d'affetto, un'alternativa sempre valida al cioccolato può essere prendere un taxi a Roma.

domenica 3 novembre 2013

Cascate

Santena, Piemonte - Il castello è chiuso (cosa ve lo dico a fare?) ma nel parco il vento si infila fra i rami e le foglie delle querce rispondono al solletico con un rumore di fragorosa cascata.
Cascano foglie.

sabato 2 novembre 2013

L'aperitivo di Carla Fracci

Per aperitivo ordini un vino rosso dalla gradazione alcolica elevata. Te lo accompagnano con cibaglia tipo patatine rotte e focaccia che non era buona appena sfornata figuriamoci 12 ore dopo. Quando ti alzi per andar via le gambe sono diventate leggere leggere e indovini come ci si sente a essere airone, o cicogna. O Carla Fracci.

sabato 26 ottobre 2013

venerdì 18 ottobre 2013

Sensi

Firenze, Toscana - È fredda ormai la notte fiorentina. Come le vaschette dei gelati pastello mestamente ritirate dalle vetrine. Eppure noi foresti non rinunciamo all'ultimo passeggio su Ponte Vecchio, Lungarno e piazza della Signoria, quello solitario e misterioso e sospiroso il cui senso ci afferra senza lasciarsi possedere.

giovedì 17 ottobre 2013

Si entra per mangiarne uno e poi

Firenze, Toscana - Chissà perché si entra per mangiarne uno e poi... ci si sbraca.
I paninetti al tartufo di Procacci.

giovedì 10 ottobre 2013

venerdì 27 settembre 2013

Timorati di dio Bacco e inodori di santità

"Considerando il piacere della tavola sotto tutti gli aspetti, avevo visto da un pezzo che su quest'argomento si poteva fare qualcosa di meglio che dei libri di cucina..." Brillat-Savarin
Volpedo, Piemonte - Mentre arringava la folla volpedese che gli consegnava il premio Quarto Stato, Carlo Petrini continuava a citarmi facendomi saltare sulla sedia: già nell'Ottocento quel genio di Brilla(n)t(e)-Savarin(a)  diceva questo e diceva quello... Che io c'entrassi qualcosa si accorgeva Walter Massa il quale, convinto forse che del gastronomo io fossi la reincarnazione, tosto mi invitava alla Soms monlease dove il suo Timorasso scorreva a magnum e nel fiume etilico i ciottoli eran fette di salame alte un dito e tozzi di Montebore spiramidato e molliche di mica. All'ora dei vampiri si materializzava al tavolo Claudio Mariotto che molto sul serio prendeva la domanda mia se avesse portato meco il Timorasso Pitasso perché senza indugio ne estraeva, stappava e mesceva anche lui una magnum. E tra le chiacchiere calde e morbide di contadini canuti, enologi rampanti, vignaioli timorassi di dio Bacco, gastroscribacchini inodori di santità, e la fila di magnum prosciugate, la notte scoccava uno dopo l'altro i suoi quarti, senza indurre in alcuno il desiderio di alzarsi e scendere in pianura. L'atto finale consisteva in pellegrinaggi alla cucina in cerca di polli non ancora in fuga ma alla cacciatora acconciati e seppure la mia porzione si rivelava composta per metà da un collo impossibile da ridurre a miti consigli con lo smidollato coltello di plastica, non me ne crucciavo e sulle carnose verdure lestamente pigra mi tuffavo.

mercoledì 25 settembre 2013

La gentilezza ci salverà

"Il signor King mi rimproverò per la mia distrazione..." Brillat-Savarin
Savigliano, Piemonte - Cose belle viste oggi in viaggio: una gazza saltellante nel noccioleto di tonda gentile, le torri dei castelli sbiadite nella luce del meriggio, i portici bassi larghi e ombrosi, silenziosi dopo pranzo e resuscitati dalla sera, l'indice irrequieto dello statuario patriota Santorre di Santa Rosa, la testa di una donna che si affaccia alla finestra mentre attraverso una piazza deserta, il profilo dei merli medievali su un palazzo che ha poi deciso di diventare più alto, un trompe l'oeil color fragola, l'insegna occhieggiante di un ottico che deve aver letto Il grande Gatsby, il monticello di tagliolini che, in un autunno orfano di funghi porcini, solidarizzano con finferli e tartufo nero dal deciso sapore agliato, la gentilezza del ristoratore verso l'unica cliente.

martedì 24 settembre 2013

lunedì 16 settembre 2013

Spennata

Sono più spennata di un'oca arrosto
(Il giorno dopo il mercatino dell'antiquariato)

sabato 14 settembre 2013

venerdì 13 settembre 2013

Bis(cotto)

Torino, Piemonte - (Non) per essere Narcisa, ma alla conferenza di questa mattina, dopo il mio intervento gourmet su Caravaggio e Cibo, a momenti mi chiedono il bis(cotto).

venerdì 6 settembre 2013

mercoledì 4 settembre 2013

La spesa a passo lento

Signore in età che formicolano fra i negozi di alimentari dei paesini in larghi abiti a fiori fluttuanti sul passo lento ma anche determinato.
Adoro

venerdì 16 agosto 2013

giovedì 15 agosto 2013

mercoledì 14 agosto 2013

Pranzo titanico?

Salgo sul ristorante-battello e il lago monta su tutte le furie.
Pranzo titanico?

martedì 13 agosto 2013

lunedì 12 agosto 2013

Linea d'ombra

La distanza più breve fra il parcheggio e il ristorante è la linea... con i portici.

sabato 10 agosto 2013

Profumo di Montecristo

Il tavolo del bar post prandiale va scelto con estrema cura. In ombra e ben ventilato, deve essere sulla scia del sigaro cubano del vicino che non potete permettervi.

venerdì 9 agosto 2013

giovedì 8 agosto 2013

Fame

Turisti stranieri mi fotografano mentre pranzo. La mia fame è ormai internazionale.

martedì 6 agosto 2013

Delikatessen

"Di solito serviamo gli stuzzichini su un tagliere, ma visto che lei era sola le abbiamo portato un piattino" mi dicono servendo l'aperitvo.
Che delicatezza... ricambio augurando che la lavastoviglie vi si rompa di sabato sera.

lunedì 5 agosto 2013

L'autopsia dello scampo con le posate della Barbie

Ravioli di pesce su zuppetta di mare
"I denti dividono gli alimenti solidi..." Brillat-Savarin
Monferrato casalese, Piemonte - Il piatto è piacevole, seppure migliorabile. Tortelli giganti ripieni di polpa di pesce (un po' crudo il nodo della chiusura, difetto frequente in questo tipo di pasta) posati su una saporita zuppetta di pesce non liquida ma con consistenza di ragù, cozze e vongole intere in bella vista. A corona del tutto, un antennato scampo che con le posate a disposizione (non da pesce e coltello con lama rotonda) non è facilissimo estrarre dallo scafandro e consegnare ai denti. Non facile ma neanche impossibile; del resto, se metà del menu è dedicato al pesce, le posate devono essere appropriate.

domenica 4 agosto 2013

Non so se me la bevo

La rivista scientifica Brain Stimulation pubblica il resoconto di un nuovo metodo di stimolazione del cervello: pare che gli ultrasuoni migliorino l'umore quanto due Martini Cocktail.
Non so se me la bevo.

sabato 3 agosto 2013

Piccione in menu

La marchesa Casati passeggiava per Venezia con un ghepardo al quale aggiungeva una colomba. Lui la mangiava solo raramente.

Taxi driver 1

Giorno 1
Il tassista che mi porta dalla Stazione Termini a casa mi dice che non sa mai cosa rispondere ai clienti che gli chiedono consigli su dove mangiare in centro. Gli faccio una veloce consulenza. In cambio mi dà il resto esatto senza arrotondamenti per eccesso.
(Appena arrivata e ho già fatto un affare)

Il tassista che mi ha chiesto consigli sui ristoranti, arrivati a destinazione, mi dice che ora gli tocca staccare e andare a mangiare perché gli ho fatto venire fame.
(Voglio la percentuale, chefssss)

Giorno 2
Il tassista mi dice che gli piace bere, e bere tanto
(Facciamo che sono arrivata)


Il tassista al quale piace raccontarmi la sua vita, sta facendo un giro per arrivare in via Veneto che neanche Fellini. 
(Voglio tragitti neorealisti)

Il tassista mi dice che da giovane era magro, attivo, aveva moglie, figli piccoli e pure 'n'amica. Poi mi chiede se sono sposata o impegnata. Quindi si offre di riportarmi lui da Roma a Torino in taxi.
(Scendo qui)

Giorno 3
Il tassista rivolto agli "imbranati" sulla strada:
Io dico solo una cosa: state ar centro de Roma, ma levateve no?


Ancora il tassista sveglio:
Me la dice lei la strada?
Ma... Veramente... Non conosce la via?
No, è che c'ho il tassi' dapppoco, ha capito?
(Ho capito che capitate tutti a me) 


Il tassista sveglio che voleva che gli indicassi io il percorso:
Dopo avergli detto che se conta sulle mie indicazioni stiamo freschi, magicamente fa comparire il navigatore.
(E tenerlo sempre acceso?)

Giorno 4
In via Aldrovandi per favore
Ah via Aldrovandi... quanto tempo che nun ce torno... 
Nel senso che non conosce la strada (un altro...)?
Nonnnnò, c'ho tanti bbbbei ricordi de gioventù legati a quel posto
(Inaspettate fortune)

Giorno 5
Ritorno a casa a piedi, così smaltisco le cene
Ultimo giorno
Il tassista che mi porta alla Stazione Termini, a metà tragitto, dalle parti del Quirinale, improvvisamente si imbuca in una viuzza deviando dal solito percorso di via Nazionale.
(Tuffo al cuore da Oddio il maniaco che mi rapisce...)

Il tassista che mi porta alla Stazione Termini è un tipo fantasioso e imbocca varie scorciatoie potenzialmente utili ad abbreviare il tragitto ed evitare la trafficata via Nazionale. Le intenzioni sono buone, solo che troviamo una carrozzina sulle strisce pedonali, un furgone che scarica la merce di traverso sulla strada, una coda che ostruisce lo stop...
(Scorciatrappole)

Il tassista che mi ha portata alla Stazione Termini:
Sarà meglio che le dia subito il bagaglio, prima che me ne riparta.
(Meglio, si)

giovedì 1 agosto 2013

La parola che non ti ho detto

Piaciuta la cena?

si    si      si si si
si si  si    si      si
si  si   si   si      si
si   si  si     si si si

mercoledì 31 luglio 2013

Consumazione inclusa

Chi vi ha detto che qui c'è ingresso libero e con consumazione inclusa?
Zanzare

domenica 28 luglio 2013

Pesce precotto

Leggo che la temperatura del Mar Mediterraneo sarebbe insolitamente alta. Per farmi andare in spiaggia arriveranno a scrivere che il pesce esce dalle acque già cotto...

mercoledì 10 luglio 2013

Il fritto che scala e non sciala

E alle sei di sera, puntuale come Romeo che tenta la scalata al balcone della banca di Giulietta, sale alla finestra l'afrore di fritto rancido del ristorante siciliano sottostante. Bleah

martedì 9 luglio 2013

Paparazzi anche sotto le cloches

Via del Babuino, Roma - Io, Sting e Bruce Springsteen casualmente nello stesso ristorante a cena. Paparazzi anche sotto le cloches.

Cucù settetebagni

L'unica piemontese che quando vede il cartello della stazione Settebagni pensa... quasi a casa. E succede sempre all'ora di pranzo.

lunedì 8 luglio 2013

Il Cocktail Martini, questo sconosciuto

"...chiunque, essendo intelligente, si senta momentaneamente svanito..."  Brillat-Savarin
Dalle parti del Lago Maggiore, Piemonte - Trovandomi nel paradiso lacustre per antonomasia e avendo saltato pranzo e merenda, penso bene di celebrare l'attimo che precede la cena con un Cocktail Martini. Idea (forse) balzana dalla quale dovrei (sicuramente) desistere notando l'assenza del superalcolico preferito da James Bond nella lista di aperitivi del ristorante. L'ostinazione non tarda a presentare il conto all'intelligenza: non in euro perché l'aperitivo è gentilmente offerto agli ospiti, ma in forma di beverone semi-analcolico buffamente servito in un calice da vino orpellato con una fetta di limone. "L'oliva non l'abbiamo" dice il cameriere, ma dopo il primo sorso mi verrebbe da rispondere che mi accontenterei di un (bel) po' di vodka. Il Cocktail Martini non lo sanno fare, confido all'anatra che si avvicina decisa alla sponda solcando l'acqua che si va tingendo di rosa, ma data la qualità degli stuzzichini (sandwich di baccalà mantecato per citarne solo uno) e la cornice (molto di tutto), non importa.

La versione di Brillante (e la seppia carcerata)

Seppie battute con pasta al nero e crema di lattuga © Brillante-Severina
"Queste riunioni, limitate dapprima ai parenti più stretti, si sono estese via via ai vicini e agli amici"  Brillat-Savarin
Via Veneto, Roma - Secondo giorno a Roma e secondo ristorante, senza anonimato visto che non c'è in ballo la Guida, in un hotel di via Veneto. È anche la sera in cui degli amici di Napoli sono in città e sarebbe bello riuscire a vederli per un saluto. Raggiungerli per l'aperitivo è impossibile perché come ormai accade da alcuni giorni, nel tardo pomeriggio i monsoni portano la pioggia. Armata di ombrello arrivo alla fermata dei taxi e sopravvivo sia alla corsa sia al conducente che mi rivela una forte passione per il vino (aiuttttttt). Dopo un giro inspiegabilmente lungo arriviamo, oltrepasso la porta a vetri, scendo i gradini (obbligatori quando porti i tacchi) e varco con ragionevole titubanza l'ingresso dove però trovo subito il maitre giovane e molto gentile che mi riserva un'accoglienza da manuale. Mi accompagna a un tavolo al margine della sala ma che immagino sia stato scelto per ampiezza e comodità: è infatti inserito in una nicchia e ha il divanetto. Subito dopo arriva il cuoco giapponese per conoscermi. Mi intrattengo volentieri a parlare, anche se sotto la tovaglia i piedi sono attorcigliati (ho fretta ma non voglio che si capisca). Chiedo allo chef quali piatti mi consiglia e lo vedo in imbarazzo, forse in Giappone non si chiede... mi avverte che il più ricco dei tre menu degustazione, da nove portate, richiede tre ore fra preparazione e servizio che sommate ai miei tempi lenti di masticazione mi fanno capire che non è serata. Scelgo il degustazione di mare da quattro portate più una di terra. Mentre bevo uno Champagne e cerco di foderare lo stomaco con piccole sfoglie e tozzi di pane immersi nell'olio, lancio occhiate a tablet e cellulare per scoprire che il primo è isolato e l'altro invece anche. Come faccio a tenermi in contatto con gli amichetti che mi aspettano non so dove nella grande città? Le portate del menu arrivano a ritmo sostenuto (vi va bene che per l'unica volta in vita mia ho fretta): appetizer di crema delicatamente amarognola con gnocco solitario e misticanze, a me, seppia in tenuta carceraria, arrenditi, spaghetto burro e alici con spolvero di tonno giapponese essiccato che in Italia non si trova e neanche si pronuncia perché somiglia a una parolaccia (kazuo bushi), veniamoci incontro (tu non mi schizzi e io mi ti finisco). Pausa, fermate la cucina (più che espressa, ad alta velocità), devo uscire a telefonare... come non detto, il cellulare dell'amica è irraggiungibile, lascio un messaggio in segreteria e ricominciamo. Le due portate successive arrivano alla velocità delle luce e mi viene il sospetto che anche lo chef abbia appuntamento con gli amici dopo cena. A che punto eravamo? Pre dessert, dessert e sono le 23.00 passate. Gradisce un distillato? Magari! Ma devo andare... Anzi no, lo chef vuole venire a sentire come è andata la cena. Sono piemontese cortese ma sincera, è stato tutto buono (magari la prossima volta gli spaghetti del kazuo però li salto) e giù a parlare, raccontare della difficile piazza romana, dei gusti degli sceicchi (già, quando puoi avere tutto, cosa scegli?) e delle sue esperienze sfortunate con i "comunicatori" (tranquillo, io pago...) e scambiare biglietti da visita con inchino e chiedere il conto e trovarci un errore e lasciare la mancia e alzarsi da tavola senza inciampare nella tovaglia. Taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaxi. Un giovane uomo asiatico vestito come nelle antiche stampa indiane, mi accompagna al taxi. Salgo e finalmente mi attacco al telefono che prima mi mostra l'arrivo di dieci messaggi e poi... muore. Non è possibile! Il tassista riceve una telefonata, è la mamma (sua), va tutto bene. Se gli chiedessi di poter usare il suo cellulare? Così potrei andare al rendez vous con gli amici direttamente, ma no, mi vergogno, mi faccio portare a casa dove potrò mettere in carica il cellulare e chiamarli. Pago senza fare una piega la tariffa mostruosa (son mica Creso, neh), mi arrampico per gli otto piani di scale a piedi sui tacchi favorendo l'amicizia della seppia con il dessert e in stato ormai semi incosciente apro la porta e cerco il caricatore. Squilli, voce di amica che mi chiede dove mi trovo. Non sono ancora partiti e possono venirmi incontro a Castel Sant'Angelo. Metto giù, mi scapicollo in discesa per le scale aggrappata al corrimano come un pappagallo al trespolo e finiti gli interminabili gradini guardo i sanpietrini con occhi nuovi. Quando arrivo al Ponte di Castel Sant'Angelo aguzzo la vista per riconoscere il trio e, facendo penzolare il ciondolo sbirluccicante, scruto ogni macchina che si avvicina creando forse qualche equivoco ...continua (con la versione degli amici)

domenica 7 luglio 2013

Increspature di blu

Lago © Brillante-Severina
"...mi rallegravo dentro di me di tanta fortuna..."  Brillat-Savarin
Lago Maggiore, Piemonte - Sbaglio strada solo una volta prima di trovare l'angolo di lago sul quale si affaccia il ristorante con annesso prato verde brillante dove ho letto che si può prendere l'aperitivo prima di cena. Il luogo è ancora più bello di come lo avevo immaginato e non smetto di rallegrarmi della scelta mentre la luce del sole al tramonto regala nuove increspature di blu all'acqua placida e altrettante profondità di verde alla coroncina di monti. Godo beatitudine, vista e aperitivo per un po', per quel po' prima di veder arrivare lo chef che punta dritto al mio tavolino. Mi ha riconosciuta e devo tuffarmi in un cambio carpiato di discorso che mi costringe a dare le spalle alla cartolina lacustre ...continua

sabato 6 luglio 2013

Quattro matrimoni e un catering

Luglio, mese di matrimoni. 
Mi aggiro nel pavese vestita da sirena in cerca di un buffet nel quale imbucarmi.
Quattro matrimoni e un catering

martedì 2 luglio 2013

Grottesche dall'Isola Bella

Souvenir dall'Isola Bella © Brillante-Severina
"Quale influsso avrà nell'aria, sulla terra, sull'acqua, sul formarsi..." Brillat-Savarin
Isola Bella, Lago Maggiore - Ferisce solo me questa corte dei miracoli assiepata intorno a Palazzo Borromeo e alle sue mura che sembrano rivolgersi verso l'alto per sfuggire all'assedio che ristagna a livello dell'acqua? Un grande mercato sconclusionato e monotono insieme, un gregge indistinto nel quale un banchetto segue l'altro proponendo le stesse paccottiglie, lontane dall'artigianato come Marte dalla Terra e talmente tristi da far rimpiangere le cose di pessimo gusto di gozzaniana memoria. E dietro le bancarelle i locali con menu e piatti sfornati a ciclo continuo profumano più di mense lacustri che di ristoranti. L'unica bottega interessante la trovo esplorando un vicolo vicino a una delle uscite a tornello dei giardini; L'esterno è adornato di rami secchi sui quali sono appollaiati piccoli oggetti colorati dall'aria orfana: statuine orientali senza testa, testoline di bambola dal rossetto sbavato posate come perle su valve di conchiglia, palloni da calcio in miniatura trafitti come olive senza nocciolo, bicchieri da martini sbreccati ad arte, lampadine impalate, alambicchi metamorfizzati, gabbiette dalle sbarre rotte,
uccellini e unicorni in vetro simil Murano, corni traforati, manine di plastica dai colori fluo, teste bovine innestate su maniglie argentate. Tutti recuperati e grottescamente assemblati a formare una caricatura del caos isolano circostante. Sono le 16.00 passate ma la porta è ancora chiusa. Corro incontro al traghetto.

venerdì 28 giugno 2013

Il respiro del Lago

Lago Maggiore e Isola Madre visti da una camera d'hotel a Pallanza  © Brillante-Severina
"... e probabilmente useremmo la vita in modo diverso se ci fosse stata concessa una giornata senza fine." Brillat-Savarin
Lago Maggiore, Piemonte - Rientrando in hotel dopo memorabile cena, in un'ora più vicina all'una che alla mezzanotte, vado vicino alla riva per salutare il lago. Proprio davanti a me due vispe anatre frugano col becco le acque. Vedendomi mi scambiano per chissà chi, iniziano le manovre di approdo ed escono dall'acqua venendomi incontro con ponderata incertezza prima di ripensarci e tornarsene saggiamente a mollo. Entro in albergo, salgo in camera ed esco sul balcone. Di sotto le mie due amiche galleggiano ancora a riva mentre al largo nuotano indisturbati agone, luccio, pesce persico, (poche) alborelle, cavedano, bottatrice, anguille... Come faccio a dormire mentre fuori c'è un Lago Maggiore che respira? 

mercoledì 26 giugno 2013

Domandamelo dopo cena

Giardini Isola Bella, Lago Maggiore  © Brillante-Severina
"Rispondo a questa domanda." Brillat-Savarin
Pallanza, Piemonte - La receptionist dell'hotel mi chiede se l'indomani penso di pagare in contanti o con carta. Rispondo che potrò dirlo solo dopo cena. Lei sorride senza capire, ma se sapesse in quale ristorante ho prenotato, mi chiederebbe il saldo anticipato.

martedì 25 giugno 2013

Trame lacustri II

Lago Maggiore - Isola Bella © Brillante-Severina
Isola Bella, Piemonte - Bella è bella, di più, bellissima. Ma venite già mangiati.