Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.
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Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.
lunedì 28 aprile 2014
venerdì 11 aprile 2014
A cena con l'uomo di terracotta
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La crème qui doucement... te strozze
"Sono stati inventati piatti così attraenti […] e che sono insieme così leggeri da accarezzare il palato senza aggravare lo stomaco." Brillat-Savarin
Torino, Piemonte - Eccola servita in tavola, la crema di insalate. La presentazione è originale, ma anche una sfida al galateo della posata; infatti per arrivare alla soupe fraîche bisogna prima rompere la sottile tegola caramellata posata sulla zuppiera e sormontata da una corona di misticanze, mirtilli, mezzo asparago e una quenelle di panna al limone e pino mugo.
Frantumo, mescolo e affondo.
Ingollo una cucchiaiata di fior fiore del primaverile orto liquido e la crema scende morbida, fresca e arrendevole giù per il gargarozzo... finché un coriandolo di tegola caramellata si ribella a un destino di scioglievolezza, mi si appiccica alla gola come un francobollo alla busta e quasi mi strozzo mentre a furia di deglutire affannosamente, raspare e tossire (ma con discrezione, perché ci manca solo che a qualche vicino di tavolo venga l'idea di farmi la manovra di Heimlich) lo convinco ad andarsene per la sua strada esofagea.
A parte questo piccolo incidente di trangugio e la personale conclusione che le tegole cadono non solo sulla testa, tutto bene.
Torino, Piemonte - Eccola servita in tavola, la crema di insalate. La presentazione è originale, ma anche una sfida al galateo della posata; infatti per arrivare alla soupe fraîche bisogna prima rompere la sottile tegola caramellata posata sulla zuppiera e sormontata da una corona di misticanze, mirtilli, mezzo asparago e una quenelle di panna al limone e pino mugo.
Frantumo, mescolo e affondo.
Ingollo una cucchiaiata di fior fiore del primaverile orto liquido e la crema scende morbida, fresca e arrendevole giù per il gargarozzo... finché un coriandolo di tegola caramellata si ribella a un destino di scioglievolezza, mi si appiccica alla gola come un francobollo alla busta e quasi mi strozzo mentre a furia di deglutire affannosamente, raspare e tossire (ma con discrezione, perché ci manca solo che a qualche vicino di tavolo venga l'idea di farmi la manovra di Heimlich) lo convinco ad andarsene per la sua strada esofagea.
A parte questo piccolo incidente di trangugio e la personale conclusione che le tegole cadono non solo sulla testa, tutto bene.
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martedì 1 aprile 2014
Pantheon e prezzemolo
Roma - Attraversi piazza del Pantheon e rimani incastrato, come prezzemolo fra i denti, nei souvenir fotografici di tutti i continenti.
domenica 30 marzo 2014
Il prezzo della cena
Bene Vagienna, Piemonte - Al mercatino dell'antiquariato domenicale chiedo al rigattiere il prezzo di due specchi gemelli che espone sul banchetto e lui risponde: "Costano quanto una cena in un ristorante stellato". Ah, ma allora è una persecuzione...
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sabato 29 marzo 2014
Mozzarelli in carrozza
Liguria - Nello scompartimento del treno quasi solo uomini e quasi tutti con i capelli rasati a zero. Mozzarelli in carrozza.
venerdì 28 marzo 2014
Non schiodo
Cuneo, Piemonte - Fine del pranzo, ma non del vino. Il sommelier misura la stanza avanti e indietro a passi annoiati ma io non schiodo, ancora (così impara a non mescere quando è tempo).
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lunedì 17 marzo 2014
Ferragosto a marzo
"...le sostanze alimentari non sono ingrate né al gusto né all'odorato." Brillat-Savarin
Borgo D'Ale, Piemonte - Domenica senza velleità gourmet, dedicata solo all'esplorazione del mercato antiquario. Pensavo. Ma scopro presto, a mezzogiorno per l'esattezza, che i miei propositi sono poco condivisi. Il grande mercato antiquario che si spande sotto e intorno al mercato ortofrutticolo alle porte del paese, è meta di vere e proprie gite domenicali e pullula di famigliole a caccia non tanto di anticaglie di gusto gozzaniano da esibire in salotto quanto di contemporanee porchette da strizzare fra robuste fette di pane. E gli espositori non sono da meno. All'una, quando il sole di un marzo quasi tropicale è ormai talmente caldo che perfino le statue di angeli e madonne esposte sui muretti rinuncerebbero volentieri ad ali e cappe, ecco sollevarsi e spandersi un vapore pregno di aromi la cui origine non lascia dubbi. Salsicce, braciole e costolette sfrigolano sulle braci, ed è subito ferragosto.
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sabato 15 marzo 2014
Il lume della stagione
Pavia, Lombardia - Vetrine di pasticceria storica a metà marzo: una è decorata con addobbi natalizi, la
seconda con foglie di plastica arancion-autunnali e la terza con
fogliame plasticoso presumibilmente evocativo di brezze primaverili. Quando si perde il lume della stagione...
domenica 9 marzo 2014
Il menu di Frida Kahlo
Zuppa di ostriche, riso bianco con banane, mole nero: il menu delle nozze di Frida Kahlo con Diego Rivera.
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giovedì 6 marzo 2014
Dolci quaresimali
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| Genova, Vetrina di confetteria storica |
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mercoledì 5 marzo 2014
Sbagliando si impara a ordinare?
Genova, Liguria - Come è triste veder servire ai tavoli intorno piatti coloratissimi e di scenografica presentazione e al proprio una sequenza di piatti monocolore e dal monotono sapore. Tra le mie scelte sbagliate di oggi, i paccheri con gamberi bianchi e fagioli. Sbagliando si impara a ordinare?
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martedì 25 febbraio 2014
Squame en travesti
Torino, Piemonte - Inchiesta sul pesce crudo servito in
alcuni ristoranti, soprattutto esotici, del centro. Fra le varie irregolarità scoperte, anche un'anguilla falsa. Era un (meno pregiato)
grongo. A Carnevale, anche le squame sono en travesti.
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sabato 22 febbraio 2014
Carnivori e trattori
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| Carne cruda battuta al coltello |
Cuneo, Piemonte - Il
bello del Carnevale è che mentre guidi su una strada statale alla ricerca del
ristorante perduto, ti vedi venire incontro un leone alto tre metri trasportato
da un trattore che pare sull'orlo di un capottamento. Se il gulliver-felino arriva al ristorante per primo, addio carne cruda!
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giovedì 13 febbraio 2014
24 ore gourmet
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| Firenze |
Firenze, Toscana - Tre ristoranti visitati e recensiti in 24 ore. Vedo Firenze e poi muoro (felice).
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lunedì 10 febbraio 2014
Il salame con le lische
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domenica 9 febbraio 2014
Sogno o son desta?
"...per poca attitudine si abbia all'osservazione..." Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte - Sogno o son desta? Son seduta al tavolo del ristorante da venti minuti con il coltello-baionetta pronto a sferrare l'attacco alla collina di salsa tonnata per spalmarla sulla pianura di fettine di vitello, quando vedo uscire dalla cucina un uomo (proprietario del ristorante, presumo), una donna e una bimba, ognuno col proprio piatto in mano. Il corteo approda a un tavolo e inizia a pranzare, con la massima disinvoltura. Disturbo?
sabato 8 febbraio 2014
Quella volta che salvai un salumiere
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| Salame di trota in una gastronomia di Cuneo |
Cuneo, Piemonte – Entro in gastronomia subito dopo una signora
che mi tiene gentilmente la porta. Mentre
curioso fra terrine, formaggi e insaccati di ogni foggia e profumo, la sento esporre
al salumaio il proprio dilemma: “So che la domanda suona strana in questo negozio, ma
esistono salumi nei quali non sia presente il maiale?”. Una richiesta, spiega, nata dall’esigenza di offrire a cena un antipasto
stuzzicante all'ospite che per motivi di intolleranza (anche religiosa) non
mangia maiale. Il salumaio, forse colto in contropiede-di-porco, dimentica completamente
le due mocette (di cervo e di agnello) che fanno bella mostra di sé stesse in vetrina,
per non parlare del salame di trota che è il motivo per cui io sono entrata e balbetta come un salame che non ne ha. Da brava wonderwoman del gusto o meglio superciuck-a dell'impiccio, intervengo
in suo soccorso, ripescando dall’oblio gli insaccati dimenticati, con sollievo del salumaio e felicità
della signora alla quale quasi quasi chiedo se mi invita alla cena senza porci.
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venerdì 7 febbraio 2014
Il silenzio dei muscoli
"Le passioni agiscono sui muscoli, e... anche se una persona tace le si posson leggere in viso i diversi sentimenti da cui è agitata." Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte - Ho ormai oltrepassato la porta del ristorante in centro città dove ho pranzato desiderosa solo di una bella passeggiata digestiva sotto i portici, quando una donna rosa vestita, a occhio e croce la proprietaria, mi insegue: “Signora, signora…!” e appena mi volto mi impallina: “Lei è la giornalista che due anni fa era a pranzo nel ristorante Pinco Pallo, vero?” La guardo basita. A parte il fatto che ha avuto due ore per fare conversazione e invece ha aspettato che uscissi per materializzarsi e (in)trattenermi, a parte la memoria da elefantessa, a parte la contraddizione fra essere la proprietaria di quel ristorante chic come pure di questo locale più muffo di un gorgonzola dimenticato in fondo al frigo, ma come sa della mia professione? Io certo non lo rivelai e anche ora mi limito a confermare di aver pranzato là. Ascolto in paziente silenzio la sola cosa che evidentemente le preme dirmi (il cambio di gestione di là e di qua); non una domanda di cortesia, non una curiosità sul gradimento del pranzo appena consumato. Trascorso un tempo che considero ragionevolmente cortese, ricambio complimentandomi per il risotto ed esprimendo perplessità sullo stracotto (nella media l'uno e più somigliante a una bistecca attraversata da vene di grasso l'altro, penso e non dico). Non apro squarci nelle nebbie di una cucina di scarse ambizioni, ma ottengo comunque l’effetto desiderato: un lesto congedo.
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giovedì 6 febbraio 2014
La carne è debole
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| Gastronomia a Cuneo - fotografia di Brillante-Severina |
La carne è debole. Per non parlare del fegato. Brillante-Severina
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mercoledì 1 gennaio 2014
Mani in mano
Non rimanere con le mani (senza bicchiere) in mano.
martedì 31 dicembre 2013
Cappesante a colazione
Piemonte - Saltata quella che sarebbe stata una ormai tardiva colazione, approdo a un
acerbo doppio aperitivo con Arneis e cappesante, per poi sfilare davanti a
una pattuglia con la leggerezza di un palloncino.
Ultime dal 2013.
Ultime dal 2013.
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domenica 22 dicembre 2013
Tormentone reale
Londra, Gran Bretagna - Un Kir Royal baby, prego.
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martedì 26 novembre 2013
Fasti luigisedici: se non hanno neanche le brioches, mangino i paccheri
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| Paccheri gamberi e melanzane |
"Prima dell'epoca di cui abbiamo parlato (1770) le persone ricche e potenti godevan quasi sole di due grandi vantaggi: viaggiavano con grande rapidità e mangiavano sempre molto bene." Brillat-Savarin
Fossano, Piemonte - Dopo quasi due ore di guida e non prima di aver sbagliato strada almeno tre volte, tanto per tener alta la media dello smarrimento, entro nella Città antiquaria come un diabetico entra in pasticceria: vorrei tutto e quasi nulla posso avere. Mi salva il fatto che i pochi negozi aperti (e meno male che è sabato mattina) pronunciano stime e prezzi da cardiopalma ("Quel grande specchio? Venduto, era antichissimo." - "Quell'altro più piccolo? Si tratta di un Luigi XVI originale, io non vendo patacche, e viene tre-e-otto"). Ritiro la mia modesta (ma vero affare) sedia Napoleone III 1870 e dopo una lotta col portabagagli per infilarcela senza romperla, riparto. Vedo in lontananza il profilo imponente del castello e parcheggio vicino a un mercato agricolo. Poi mi incammino verso il centro, sotto le gocce sempre più pesanti di una pioggia decisa a dominare la giornata. Potrei cercare un locale nuovo, ma dopo il luigisedicioriginale non sono dell'umore; entro nel convento trasformato in hotel, ristorante e ristorantino con piatti unici e di quest'ultimo faccio mio l'ultimo tavolo libero, accanto a tre uomini di età assortite che stanno consumando un raffinato aperitivo. Quando se ne vanno mi salutano e penso che sono cordiali i fossanesi, o magari questi sono foresti come me. Fuori avevo letto un menu che non corrisponde quasi per nulla a quello che mi viene portato e scelgo una pasta con gamberi e melanzane. Il piatto è poco novembrino e alla fine non capisco se i paccheri erano buoni perché pochi o pochi perché buoni. Ci bevo un bicchiere di Arneis e pur di non uscire troppo presto nei freddi portici deserti ordino anche il tortino caldo di gianduia, dolce al limite dello stucchevole. Il conto, di 23 euro, è vicino a quello della mia sedia napoleoneterzo e lontano anni luce dai fasti luigisedici.
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venerdì 22 novembre 2013
Lamp(on)i di genio
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venerdì 8 novembre 2013
Taxi driver 2
Roma
"Co' quell'occhi po' chiede d'anna' 'ndo vole!"
Se si hanno carenze d'affetto, un'alternativa sempre valida al cioccolato può essere prendere un taxi a Roma.
"Co' quell'occhi po' chiede d'anna' 'ndo vole!"
Se si hanno carenze d'affetto, un'alternativa sempre valida al cioccolato può essere prendere un taxi a Roma.
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domenica 3 novembre 2013
Cascate
Santena, Piemonte - Il castello è chiuso (cosa ve lo dico a fare?) ma nel parco il vento si infila fra i rami e le foglie delle querce rispondono al solletico con un rumore di fragorosa cascata.
Cascano foglie.
Cascano foglie.
sabato 2 novembre 2013
L'aperitivo di Carla Fracci
Per
aperitivo ordini un vino rosso dalla gradazione alcolica elevata. Te lo
accompagnano con cibaglia tipo patatine rotte e focaccia che non era
buona appena sfornata figuriamoci 12 ore dopo. Quando ti alzi per andar
via le gambe sono diventate leggere leggere e indovini come ci si sente a
essere airone, o cicogna. O Carla Fracci.
sabato 26 ottobre 2013
10,7 grammi
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venerdì 18 ottobre 2013
Sensi
Firenze, Toscana - È fredda ormai la notte fiorentina. Come le
vaschette dei gelati pastello mestamente ritirate dalle vetrine. Eppure
noi foresti non rinunciamo all'ultimo passeggio su Ponte Vecchio,
Lungarno e piazza della Signoria, quello solitario e misterioso e
sospiroso il cui senso ci afferra senza lasciarsi possedere.
giovedì 17 ottobre 2013
Si entra per mangiarne uno e poi
Firenze, Toscana - Chissà perché si entra per mangiarne uno e poi... ci si sbraca.
I paninetti al tartufo di Procacci.
I paninetti al tartufo di Procacci.
giovedì 10 ottobre 2013
Gnocco fritto o tigella?
Giuseppe Verdi mangiava gnocco fritto o tigella?
200 anni, buon compleanno.
200 anni, buon compleanno.
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venerdì 27 settembre 2013
Timorati di dio Bacco e inodori di santità
"Considerando il piacere della tavola sotto tutti gli aspetti, avevo visto da un pezzo che su quest'argomento si poteva fare qualcosa di meglio che dei libri di cucina..." Brillat-Savarin
Volpedo, Piemonte - Mentre arringava la folla volpedese che gli consegnava il premio Quarto Stato, Carlo Petrini continuava a citarmi facendomi saltare sulla sedia: già nell'Ottocento quel genio di Brilla(n)t(e)-Savarin(a) diceva questo e diceva quello... Che io c'entrassi qualcosa si accorgeva Walter Massa il quale, convinto forse che del gastronomo io fossi la reincarnazione, tosto mi invitava alla Soms monlease dove il suo Timorasso scorreva a magnum e nel fiume etilico i ciottoli eran fette di salame alte un dito e tozzi di Montebore spiramidato e molliche di mica. All'ora dei vampiri si materializzava al tavolo Claudio Mariotto che molto sul serio prendeva la domanda mia se avesse portato meco il Timorasso Pitasso perché senza indugio ne estraeva, stappava e mesceva anche lui una magnum. E tra le chiacchiere calde e morbide di contadini canuti, enologi rampanti, vignaioli timorassi di dio Bacco, gastroscribacchini inodori di santità, e la fila di magnum prosciugate, la notte scoccava uno dopo l'altro i suoi quarti, senza indurre in alcuno il desiderio di alzarsi e scendere in pianura. L'atto finale consisteva in pellegrinaggi alla cucina in cerca di polli non ancora in fuga ma alla cacciatora acconciati e seppure la mia porzione si rivelava composta per metà da un collo impossibile da ridurre a miti consigli con lo smidollato coltello di plastica, non me ne crucciavo e sulle carnose verdure lestamente pigra mi tuffavo.
Volpedo, Piemonte - Mentre arringava la folla volpedese che gli consegnava il premio Quarto Stato, Carlo Petrini continuava a citarmi facendomi saltare sulla sedia: già nell'Ottocento quel genio di Brilla(n)t(e)-Savarin(a) diceva questo e diceva quello... Che io c'entrassi qualcosa si accorgeva Walter Massa il quale, convinto forse che del gastronomo io fossi la reincarnazione, tosto mi invitava alla Soms monlease dove il suo Timorasso scorreva a magnum e nel fiume etilico i ciottoli eran fette di salame alte un dito e tozzi di Montebore spiramidato e molliche di mica. All'ora dei vampiri si materializzava al tavolo Claudio Mariotto che molto sul serio prendeva la domanda mia se avesse portato meco il Timorasso Pitasso perché senza indugio ne estraeva, stappava e mesceva anche lui una magnum. E tra le chiacchiere calde e morbide di contadini canuti, enologi rampanti, vignaioli timorassi di dio Bacco, gastroscribacchini inodori di santità, e la fila di magnum prosciugate, la notte scoccava uno dopo l'altro i suoi quarti, senza indurre in alcuno il desiderio di alzarsi e scendere in pianura. L'atto finale consisteva in pellegrinaggi alla cucina in cerca di polli non ancora in fuga ma alla cacciatora acconciati e seppure la mia porzione si rivelava composta per metà da un collo impossibile da ridurre a miti consigli con lo smidollato coltello di plastica, non me ne crucciavo e sulle carnose verdure lestamente pigra mi tuffavo.
mercoledì 25 settembre 2013
La gentilezza ci salverà
Savigliano, Piemonte - Cose belle viste oggi in viaggio: una gazza saltellante nel noccioleto di tonda gentile, le torri dei castelli sbiadite nella luce del meriggio, i portici bassi larghi e ombrosi, silenziosi dopo pranzo e resuscitati dalla sera, l'indice irrequieto dello statuario patriota Santorre di Santa Rosa, la testa di una donna che si affaccia alla finestra mentre attraverso una piazza deserta, il profilo dei merli medievali su un palazzo che ha poi deciso di diventare più alto, un trompe l'oeil color fragola, l'insegna occhieggiante di un ottico che deve aver letto Il grande Gatsby, il monticello di tagliolini che, in un autunno orfano di funghi porcini, solidarizzano con finferli e tartufo nero dal deciso sapore agliato, la gentilezza del ristoratore verso l'unica cliente.
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martedì 24 settembre 2013
Talenti
Il mio talento ingrassa con me.
Julia Child
Julia Child
lunedì 16 settembre 2013
Spennata
Sono più spennata di un'oca arrosto
(Il giorno dopo il mercatino dell'antiquariato)
(Il giorno dopo il mercatino dell'antiquariato)
sabato 14 settembre 2013
La marchetta gastronomica
La marchetta gastronomica (non) è come il pesce.
Puzza già il primo giorno
Puzza già il primo giorno
venerdì 13 settembre 2013
Bis(cotto)
Torino, Piemonte - (Non)
per essere Narcisa, ma alla conferenza di questa mattina, dopo il mio
intervento gourmet su Caravaggio e Cibo, a momenti mi chiedono il
bis(cotto).
venerdì 6 settembre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
La spesa a passo lento
Signore
in età che formicolano fra i negozi di alimentari dei paesini in larghi
abiti a fiori fluttuanti sul passo lento ma anche determinato.
Adoro
Adoro
lunedì 19 agosto 2013
Se la dieta toglie il pane...
La dieta mi toglie il pane.
Datemi le brioches.
Datemi le brioches.
venerdì 16 agosto 2013
Il brutto del bello
Il brutto del bere tanto a cena è vedere (conto) doppio.
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giovedì 15 agosto 2013
Ferragosto
Mettete a ferro e fuoco tutto... il commestibile
Buon ferragosto
Buon ferragosto
mercoledì 14 agosto 2013
Pranzo titanico?
Salgo sul ristorante-battello e il lago monta su tutte le furie.
Pranzo titanico?
Pranzo titanico?
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martedì 13 agosto 2013
Che le candeline vengano a me
Domani non devo svogliarmi presto.
Lasciate che le candeline vengano a me.
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lunedì 12 agosto 2013
Linea d'ombra
La distanza più breve fra il parcheggio e il ristorante è la linea... con i portici.
domenica 11 agosto 2013
Stella c-a-dente
La stella si scola c-a-dente.
sabato 10 agosto 2013
Profumo di Montecristo
Il
tavolo del bar post prandiale va scelto con estrema cura. In ombra e ben
ventilato, deve essere sulla scia del sigaro cubano del vicino che non
potete permettervi.
venerdì 9 agosto 2013
(Si) salvia chi può
Ordino ravioli con burro e (si) salvia chi può.
giovedì 8 agosto 2013
Fame
Turisti stranieri mi fotografano mentre pranzo. La mia fame è ormai internazionale.
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martedì 6 agosto 2013
Delikatessen
"Di solito serviamo gli stuzzichini su un tagliere, ma visto che lei era sola le abbiamo portato un piattino" mi dicono servendo l'aperitvo.
Che delicatezza... ricambio augurando che la lavastoviglie vi si rompa di sabato sera.
Che delicatezza... ricambio augurando che la lavastoviglie vi si rompa di sabato sera.
lunedì 5 agosto 2013
L'autopsia dello scampo con le posate della Barbie
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| Ravioli di pesce su zuppetta di mare |
"I denti dividono gli alimenti solidi..." Brillat-Savarin
Monferrato casalese, Piemonte - Il piatto è piacevole, seppure migliorabile. Tortelli giganti ripieni di polpa di pesce (un po' crudo il nodo della chiusura, difetto frequente in questo tipo di pasta) posati su una saporita zuppetta di pesce non liquida ma con consistenza di ragù, cozze e vongole intere in bella vista. A corona del tutto, un antennato scampo che con le posate a disposizione (non da pesce e coltello con lama rotonda) non è facilissimo estrarre dallo scafandro e consegnare ai denti. Non facile ma neanche impossibile; del resto, se metà del menu è dedicato al pesce, le posate devono essere appropriate.
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domenica 4 agosto 2013
Non so se me la bevo
La
rivista scientifica Brain Stimulation pubblica il resoconto di un nuovo
metodo di stimolazione del cervello: pare che gli ultrasuoni migliorino
l'umore quanto due Martini Cocktail.
Non so se me la bevo.
Non so se me la bevo.
sabato 3 agosto 2013
Piccione in menu
La marchesa Casati passeggiava per Venezia con un ghepardo al quale aggiungeva una colomba. Lui la mangiava solo raramente.
Taxi driver 1
Giorno 1
Giorno 2
Il tassista mi dice che gli piace bere, e bere tanto
(Facciamo che sono arrivata)
Il tassista al quale piace raccontarmi la sua vita, sta facendo un giro per arrivare in via Veneto che neanche Fellini.
(Voglio tragitti neorealisti)
Giorno 3
Il tassista rivolto agli "imbranati" sulla strada:
Io dico solo una cosa: state ar centro de Roma, ma levateve no?
Ancora il tassista sveglio:
Me la dice lei la strada?
Ma... Veramente... Non conosce la via?
No, è che c'ho il tassi' dapppoco, ha capito?
(Ho capito che capitate tutti a me)
Il tassista sveglio che voleva che gli indicassi io il percorso:
Giorno 4
In via Aldrovandi per favore
Ah via Aldrovandi... quanto tempo che nun ce torno...
Nel senso che non conosce la strada (un altro...)?
Nonnnnò, c'ho tanti bbbbei ricordi de gioventù legati a quel posto
(Inaspettate fortune)
Il tassista che mi porta dalla Stazione Termini a casa mi dice che non sa mai cosa rispondere ai clienti che gli chiedono consigli su dove mangiare in centro. Gli faccio una veloce consulenza. In cambio mi dà il resto esatto senza arrotondamenti per eccesso.
(Appena arrivata e ho già fatto un affare)
Il tassista che mi ha chiesto consigli sui ristoranti, arrivati a destinazione, mi dice che ora gli tocca staccare e andare a mangiare perché gli ho fatto venire fame.
(Voglio la percentuale, chefssss)
Giorno 2
Il tassista mi dice che gli piace bere, e bere tanto
(Facciamo che sono arrivata)
Il tassista al quale piace raccontarmi la sua vita, sta facendo un giro per arrivare in via Veneto che neanche Fellini.
(Voglio tragitti neorealisti)
Il tassista mi dice che da giovane era magro, attivo, aveva moglie, figli piccoli e pure 'n'amica. Poi mi chiede se sono sposata o impegnata. Quindi si offre di riportarmi lui da Roma a Torino in taxi.
(Scendo qui)Giorno 3
Il tassista rivolto agli "imbranati" sulla strada:
Io dico solo una cosa: state ar centro de Roma, ma levateve no?
Ancora il tassista sveglio:
Me la dice lei la strada?
Ma... Veramente... Non conosce la via?
No, è che c'ho il tassi' dapppoco, ha capito?
(Ho capito che capitate tutti a me)
Il tassista sveglio che voleva che gli indicassi io il percorso:
Dopo avergli detto che se conta sulle mie indicazioni stiamo freschi, magicamente fa comparire il navigatore.
(E tenerlo sempre acceso?)
In via Aldrovandi per favore
Ah via Aldrovandi... quanto tempo che nun ce torno...
Nel senso che non conosce la strada (un altro...)?
Nonnnnò, c'ho tanti bbbbei ricordi de gioventù legati a quel posto
(Inaspettate fortune)
Giorno 5
Ritorno a casa a piedi, così smaltisco le cene
Ultimo giorno
Il tassista che mi porta alla Stazione Termini, a metà tragitto, dalle parti del Quirinale, improvvisamente si imbuca in una viuzza deviando dal solito percorso di via Nazionale.
(Tuffo al cuore da Oddio il maniaco che mi rapisce...)
Il tassista che mi porta alla Stazione Termini è un tipo fantasioso e imbocca varie scorciatoie potenzialmente utili ad abbreviare il tragitto ed evitare la trafficata via Nazionale. Le intenzioni sono buone, solo che troviamo una carrozzina sulle strisce pedonali, un furgone che scarica la merce di traverso sulla strada, una coda che ostruisce lo stop...
(Scorciatrappole)
Il tassista che mi ha portata alla Stazione Termini:
Sarà meglio che le dia subito il bagaglio, prima che me ne riparta.
(Meglio, si)
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giovedì 1 agosto 2013
La parola che non ti ho detto
Piaciuta la cena?
si si si si si
si si si si si
si si si si si
si si si si si si
si si si si si
si si si si si
si si si si si
si si si si si si
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mercoledì 31 luglio 2013
Consumazione inclusa
Chi vi ha detto che qui c'è ingresso libero e con consumazione inclusa?
Zanzare
Zanzare
domenica 28 luglio 2013
Pesce precotto
Leggo
che la temperatura del Mar Mediterraneo sarebbe insolitamente alta. Per farmi andare in spiaggia arriveranno a scrivere che il pesce esce dalle acque già cotto...
sabato 13 luglio 2013
Si saldi chi può
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mercoledì 10 luglio 2013
Il fritto che scala e non sciala
E alle sei di sera, puntuale come Romeo che tenta la scalata al balcone della
banca di Giulietta, sale alla finestra l'afrore di fritto rancido del
ristorante siciliano sottostante. Bleah
martedì 9 luglio 2013
Paparazzi anche sotto le cloches
Via del Babuino, Roma - Io, Sting e Bruce Springsteen casualmente nello stesso ristorante a cena. Paparazzi anche sotto le cloches.
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Cucù settetebagni
L'unica piemontese che quando vede il cartello della stazione Settebagni pensa... quasi a casa. E succede sempre all'ora di pranzo.
lunedì 8 luglio 2013
Il Cocktail Martini, questo sconosciuto
"...chiunque, essendo intelligente, si senta momentaneamente svanito..." Brillat-Savarin
Dalle parti del Lago Maggiore, Piemonte - Trovandomi nel paradiso lacustre per antonomasia e avendo saltato pranzo e merenda, penso bene di celebrare l'attimo che precede la cena con un Cocktail Martini. Idea (forse) balzana dalla quale dovrei (sicuramente) desistere notando l'assenza del superalcolico preferito da James Bond nella lista di aperitivi del ristorante. L'ostinazione non tarda a presentare il conto all'intelligenza: non in euro perché l'aperitivo è gentilmente offerto agli ospiti, ma in forma di beverone semi-analcolico buffamente servito in un calice da vino orpellato con una fetta di limone. "L'oliva non l'abbiamo" dice il cameriere, ma dopo il primo sorso mi verrebbe da rispondere che mi accontenterei di un (bel) po' di vodka. Il Cocktail Martini non lo sanno fare, confido all'anatra che si avvicina decisa alla sponda solcando l'acqua che si va tingendo di rosa, ma data la qualità degli stuzzichini (sandwich di baccalà mantecato per citarne solo uno) e la cornice (molto di tutto), non importa.
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La versione di Brillante (e la seppia carcerata)
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| Seppie battute con pasta al nero e crema di lattuga © Brillante-Severina |
Via Veneto, Roma - Secondo giorno a Roma e secondo ristorante, senza anonimato visto che non c'è in ballo la Guida, in un hotel di via Veneto. È anche la sera in cui degli amici di Napoli sono in città e sarebbe bello riuscire a vederli per un saluto. Raggiungerli per l'aperitivo è impossibile perché come ormai accade da alcuni giorni, nel tardo pomeriggio i monsoni portano la pioggia. Armata di ombrello arrivo alla fermata dei taxi e sopravvivo sia alla corsa sia al conducente che mi rivela una forte passione per il vino (aiuttttttt). Dopo un giro inspiegabilmente lungo arriviamo, oltrepasso la porta a vetri, scendo i gradini (obbligatori quando porti i tacchi) e varco con ragionevole titubanza l'ingresso dove però trovo subito il maitre giovane e molto gentile che mi riserva un'accoglienza da manuale. Mi accompagna a un tavolo al margine della sala ma che immagino sia stato scelto per ampiezza e comodità: è infatti inserito in una nicchia e ha il divanetto. Subito dopo arriva il cuoco giapponese per conoscermi. Mi intrattengo volentieri a parlare, anche se sotto la tovaglia i piedi sono attorcigliati (ho fretta ma non voglio che si capisca). Chiedo allo chef quali piatti mi consiglia e lo vedo in imbarazzo, forse in Giappone non si chiede... mi avverte che il più ricco dei tre menu degustazione, da nove portate, richiede tre ore fra preparazione e servizio che sommate ai miei tempi lenti di masticazione mi fanno capire che non è serata. Scelgo il degustazione di mare da quattro portate più una di terra. Mentre bevo uno Champagne e cerco di foderare lo stomaco con piccole sfoglie e tozzi di pane immersi nell'olio, lancio occhiate a tablet e cellulare per scoprire che il primo è isolato e l'altro invece anche. Come faccio a tenermi in contatto con gli amichetti che mi aspettano non so dove nella grande città? Le portate del menu arrivano a ritmo sostenuto (vi va bene che per l'unica volta in vita mia ho fretta): appetizer di crema delicatamente amarognola con gnocco solitario e misticanze, a me, seppia in tenuta carceraria, arrenditi, spaghetto burro e alici con spolvero di tonno giapponese essiccato che in Italia non si trova e neanche si pronuncia perché somiglia a una parolaccia (kazuo bushi), veniamoci incontro (tu non mi schizzi e io mi ti finisco). Pausa, fermate la cucina (più che espressa, ad alta velocità), devo uscire a telefonare... come non detto, il cellulare dell'amica è irraggiungibile, lascio un messaggio in segreteria e ricominciamo. Le due portate successive arrivano alla velocità delle luce e mi viene il sospetto che anche lo chef abbia appuntamento con gli amici dopo cena. A che punto eravamo? Pre dessert, dessert e sono le 23.00 passate. Gradisce un distillato? Magari! Ma devo andare... Anzi no, lo chef vuole venire a sentire come è andata la cena. Sono piemontese cortese ma sincera, è stato tutto buono (magari la prossima volta gli spaghetti del kazuo però li salto) e giù a parlare, raccontare della difficile piazza romana, dei gusti degli sceicchi (già, quando puoi avere tutto, cosa scegli?) e delle sue esperienze sfortunate con i "comunicatori" (tranquillo, io pago...) e scambiare biglietti da visita con inchino e chiedere il conto e trovarci un errore e lasciare la mancia e alzarsi da tavola senza inciampare nella tovaglia. Taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaxi. Un giovane uomo asiatico vestito come nelle antiche stampa indiane, mi accompagna al taxi. Salgo e finalmente mi attacco al telefono che prima mi mostra l'arrivo di dieci messaggi e poi... muore. Non è possibile! Il tassista riceve una telefonata, è la mamma (sua), va tutto bene. Se gli chiedessi di poter usare il suo cellulare? Così potrei andare al rendez vous con gli amici direttamente, ma no, mi vergogno, mi faccio portare a casa dove potrò mettere in carica il cellulare e chiamarli. Pago senza fare una piega la tariffa mostruosa (son mica Creso, neh), mi arrampico per gli otto piani di scale a piedi sui tacchi favorendo l'amicizia della seppia con il dessert e in stato ormai semi incosciente apro la porta e cerco il caricatore. Squilli, voce di amica che mi chiede dove mi trovo. Non sono ancora partiti e possono venirmi incontro a Castel Sant'Angelo. Metto giù, mi scapicollo in discesa per le scale aggrappata al corrimano come un pappagallo al trespolo e finiti gli interminabili gradini guardo i sanpietrini con occhi nuovi. Quando arrivo al Ponte di Castel Sant'Angelo aguzzo la vista per riconoscere il trio e, facendo penzolare il ciondolo sbirluccicante, scruto ogni macchina che si avvicina creando forse qualche equivoco ...continua (con la versione degli amici)
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domenica 7 luglio 2013
Increspature di blu
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| Lago © Brillante-Severina |
Lago Maggiore, Piemonte - Sbaglio strada solo una volta prima di trovare l'angolo di lago sul quale si affaccia il ristorante con annesso prato verde brillante dove ho letto che si può prendere l'aperitivo prima di cena. Il luogo è ancora più bello di come lo avevo immaginato e non smetto di rallegrarmi della scelta mentre la luce del sole al tramonto regala nuove increspature di blu all'acqua placida e altrettante profondità di verde alla coroncina di monti. Godo beatitudine, vista e aperitivo per un po', per quel po' prima di veder arrivare lo chef che punta dritto al mio tavolino. Mi ha riconosciuta e devo tuffarmi in un cambio carpiato di discorso che mi costringe a dare le spalle alla cartolina lacustre ...continua
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sabato 6 luglio 2013
Quattro matrimoni e un catering
Luglio, mese di matrimoni.
Mi aggiro nel pavese vestita da sirena in cerca di un buffet nel quale imbucarmi.
Quattro matrimoni e un catering
Quattro matrimoni e un catering
martedì 2 luglio 2013
Grottesche dall'Isola Bella
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| Souvenir dall'Isola Bella © Brillante-Severina |
"Quale influsso avrà nell'aria, sulla terra, sull'acqua, sul formarsi..." Brillat-Savarin
Isola Bella, Lago Maggiore - Ferisce solo me questa corte dei miracoli assiepata intorno a Palazzo Borromeo e alle sue mura che sembrano rivolgersi verso l'alto per sfuggire all'assedio che ristagna a livello dell'acqua? Un grande mercato sconclusionato e monotono insieme, un gregge indistinto nel quale un banchetto segue l'altro proponendo le stesse paccottiglie, lontane dall'artigianato come Marte dalla Terra e talmente tristi da far rimpiangere le cose di pessimo gusto di gozzaniana memoria. E dietro le bancarelle i locali con menu e piatti sfornati a ciclo continuo profumano più di mense lacustri che di ristoranti. L'unica bottega interessante la trovo esplorando un vicolo vicino a una delle uscite a tornello dei giardini; L'esterno è adornato di rami secchi sui quali sono appollaiati piccoli oggetti colorati dall'aria orfana: statuine orientali senza testa, testoline di bambola dal rossetto sbavato posate come perle su valve di conchiglia, palloni da calcio in miniatura trafitti come olive senza nocciolo, bicchieri da martini sbreccati ad arte, lampadine impalate, alambicchi metamorfizzati, gabbiette dalle sbarre rotte, uccellini e unicorni in vetro simil Murano, corni traforati, manine di plastica dai colori fluo, teste bovine innestate su maniglie argentate. Tutti recuperati e grottescamente assemblati a formare una caricatura del caos isolano circostante. Sono le 16.00 passate ma la porta è ancora chiusa. Corro incontro al traghetto.
Isola Bella, Lago Maggiore - Ferisce solo me questa corte dei miracoli assiepata intorno a Palazzo Borromeo e alle sue mura che sembrano rivolgersi verso l'alto per sfuggire all'assedio che ristagna a livello dell'acqua? Un grande mercato sconclusionato e monotono insieme, un gregge indistinto nel quale un banchetto segue l'altro proponendo le stesse paccottiglie, lontane dall'artigianato come Marte dalla Terra e talmente tristi da far rimpiangere le cose di pessimo gusto di gozzaniana memoria. E dietro le bancarelle i locali con menu e piatti sfornati a ciclo continuo profumano più di mense lacustri che di ristoranti. L'unica bottega interessante la trovo esplorando un vicolo vicino a una delle uscite a tornello dei giardini; L'esterno è adornato di rami secchi sui quali sono appollaiati piccoli oggetti colorati dall'aria orfana: statuine orientali senza testa, testoline di bambola dal rossetto sbavato posate come perle su valve di conchiglia, palloni da calcio in miniatura trafitti come olive senza nocciolo, bicchieri da martini sbreccati ad arte, lampadine impalate, alambicchi metamorfizzati, gabbiette dalle sbarre rotte, uccellini e unicorni in vetro simil Murano, corni traforati, manine di plastica dai colori fluo, teste bovine innestate su maniglie argentate. Tutti recuperati e grottescamente assemblati a formare una caricatura del caos isolano circostante. Sono le 16.00 passate ma la porta è ancora chiusa. Corro incontro al traghetto.
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venerdì 28 giugno 2013
Il respiro del Lago
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| Lago Maggiore e Isola Madre visti da una camera d'hotel a Pallanza © Brillante-Severina |
"... e probabilmente useremmo la vita in modo diverso se ci fosse stata concessa una giornata senza fine." Brillat-Savarin
Lago Maggiore, Piemonte - Rientrando in hotel dopo memorabile cena, in un'ora più vicina all'una che alla mezzanotte, vado vicino alla riva per salutare il lago. Proprio davanti a me due vispe anatre frugano col becco le acque. Vedendomi mi scambiano per chissà chi, iniziano le manovre di approdo ed escono dall'acqua venendomi incontro con ponderata incertezza prima di ripensarci e tornarsene saggiamente a mollo. Entro in albergo, salgo in camera ed esco sul balcone. Di sotto le mie due amiche galleggiano ancora a riva mentre al largo nuotano indisturbati agone, luccio, pesce persico, (poche) alborelle, cavedano, bottatrice, anguille... Come faccio a dormire mentre fuori c'è un Lago Maggiore che respira?
Lago Maggiore, Piemonte - Rientrando in hotel dopo memorabile cena, in un'ora più vicina all'una che alla mezzanotte, vado vicino alla riva per salutare il lago. Proprio davanti a me due vispe anatre frugano col becco le acque. Vedendomi mi scambiano per chissà chi, iniziano le manovre di approdo ed escono dall'acqua venendomi incontro con ponderata incertezza prima di ripensarci e tornarsene saggiamente a mollo. Entro in albergo, salgo in camera ed esco sul balcone. Di sotto le mie due amiche galleggiano ancora a riva mentre al largo nuotano indisturbati agone, luccio, pesce persico, (poche) alborelle, cavedano, bottatrice, anguille... Come faccio a dormire mentre fuori c'è un Lago Maggiore che respira?
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mercoledì 26 giugno 2013
Domandamelo dopo cena
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| Giardini Isola Bella, Lago Maggiore © Brillante-Severina |
Pallanza, Piemonte - La receptionist dell'hotel mi chiede se l'indomani penso di pagare in contanti o con carta. Rispondo che potrò dirlo solo dopo cena. Lei sorride senza capire, ma se sapesse in quale ristorante ho prenotato, mi chiederebbe il saldo anticipato.
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martedì 25 giugno 2013
Trame lacustri II
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| Lago Maggiore - Isola Bella © Brillante-Severina |
Isola Bella, Piemonte - Bella è bella, di più, bellissima. Ma venite già mangiati.
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