Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.
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sabato 21 marzo 2015

Colla pazienza s'acquista s...auvignon

Flan ai tre cavoli con fonduta di Pizzocorno
"Gl'inizi non mi furono favorevoli..." Brillat-Savarin
Torrazza Coste, Lombardia - Guidando piano per studiare i boccioli degli alberi toccati dalla primavera (cerco idee e colori per il mio nascendo giardino), arrivo al ristorante alle porte dell'Oltrepò pavese dove non ho prenotato e che a quanto pare è al completo. Mi dicono che un tavolo sarà pronto nel giro di dieci minuti e io, che soprattutto il sabato amo i tempi lenti per non parlare del fatto che, abituata a mangiare in locali deserti, sono curiosa di vedere la sala tanto affollata al piano di sopra, volentieri aspetto. Sto socializzando col legno del bancone del bar all'ingresso, quando entra una coppia con figlia adolescente. Sono clienti abituali ma un tavolo potrebbe richiedere comunque un bel po' di tempo, perché il prossimo è per me. Si consultano, spiegano al proprietario che la figlia è reduce da un'influenza e che se l'attesa fosse troppo lunga sarebbe meglio per loro rinunciare. Mi offro di cedergli il mio e per convincerli che davvero non ho fretta, ordino un bicchiere di vino da bere come aperitivo lì al bar. Titubano, non sanno se accettare, io insisto. "Davvero molto gentile... Non ci era mai successo... Ma lei di dov'è?" e vogliono a tutti i costi offrirmi il bicchiere che l'oste nel frattempo sta colmando. Colla pazienza s'acquista scienza. E a quanto pare anche Sauvignon.

venerdì 18 luglio 2014

Sordi all'aperitivo

Stradella, Lombardia - Aperitivo in un bar, con vista su centro Amplifon. Se per caso il conto non mi piacesse sarei autorizzata a non sentirci?

venerdì 11 luglio 2014

Porco e lamé

Montecalvo Versiggia, Oltrepo pavese - Programma serale: Coscia di maiale cotta nel suo stampo tagliata al coltello e Magnum di Metodo Classico Pinot Nero DOCG Gran Cuvée Storica 1870 degorgée à la volée su terrazza in Alta Valle Versa. Col porco, la purea di mele renette, con la Gran Cuvée il lamé sbirluccicante.

domenica 1 giugno 2014

Obtorto collo (ripieno)

Collo ripieno di frattaglie e foie gras
Oltrepo pavese, Lombardia - Se ti tirano il collo, che poi te lo farciscano di foie gras è il minimo.

domenica 4 maggio 2014

Una posata non basta

Millefoglie
Oltrepo pavese, Lombardia - Per affrontare certi piatti una posata non basta.

venerdì 11 aprile 2014

A cena con l'uomo di terracotta

Fotografia di Brillante-Severina
Oltrepo pavese, Lombardia - A cena con un uomo... nudo. E molti altri sono disseminati nella sala del ristorante (a buon intenditor...)

domenica 18 novembre 2012

Nick Hornby dalla mia parte

"...si erano messe in ghingheri..." Brillat-Savarin 
"Davvero siete tipi così impassibili da non scomodarvi neanche per scambiare due parole con Dickens?" Nick Hornby
Oltrepo, Lombardia - Meno male che Nick Hornby è dalla mia parte. In un articolo si dice sempre pronto a farsi avanti quando nei paraggi c'è qualcuno che ammira e poco importa se ciò significa mettersi un casco che lo fa somigliare a un personaggio buffo dei cartoni animati e rendersi magari ridicolo. Durante una gara gastronomica nella quale sono giurata, il terzo giorno mi trovo come vicino "di banco" il direttore di una importante rivista di settore. Non dico che lui rappresenti per me l'equivalente di Borges, Gadda o Proust, anzi, però ritengo valga la pena conoscerne le opinioni. So che è romano anche se da qualche anno vive per lavoro a Torino (un po' il mio specchio) e così avvio una conversazione chiedendogli dei suoi posti preferiti nelle due città. A parte il fatto che gli squilla il cellulare ogni tre secondi e che sembra sull'orlo di una crisi di tristezza, le sue risposte gentili e pacate sono un tale mix di banalità (in fatto di suoi posti del cuore) e critica alla minuzia (nei confronti dei miei locali preferiti) da farmi dubitare che al ristorante ci vada per piacere. C'è anche la possibilità che lui mi giudichi noiosa, ma preferisco escluderlo e pensare che, semplicemente, non abbiamo niente in comune. Mi tolgo il casco alla Nick Hornby e lascio volentieri il direttore alle grinfie della giurata anoressica con scarpe volgari che scommetto non sarebbero piaciute a Gadda o Borges, e tanto meno a quel campione di eleganza e buongusto che era Proust.

giovedì 30 dicembre 2010

Sette etti di gusto

“Il gusto può mescolarsi a tutti gli altri piaceri e anche consolarci della loro mancanza.” Brillat-Savarin
- Capodanno - Il 31 dicembre mi coglie puntualmente impreparata. Gli amici spariscono in viaggi, riti e feste sconosciuti; aspetto come Godot l’invito alla Festa popolata non di coppie ma di single interessanti (o almeno…ehm…“normali”) e latitano anche miracoli laico-gourmet come italici e illuminati ristoranti di ottima cucina che abbiano pensato ai singles seriamente buongustati (la cui capacità di acquisto, con fatale errore, interessa poco). Così negli anni ho messo a punto una personale strategia di difesa al Capodanno: scorta di manicaretti, approfittando dell’estro delle gastronomie nelle feste e di una certa propensione allo sperpero. Nonché di giornali, qualche libro nuovo, una bottiglia di vino e grappa per il bicchiere della staffa.
Quest’anno in verità una cosa nuova è successa. La proposta di un amico di andare a cena in un discreto ristorante dell’Oltrepo pavese. Una situazione potenzialmente gourmet che ho seriamente pensato di sperimentare. Se non fosse che A. la proposta è arrivata il 29 sera (quando era ormai impossibile riuscire a prenotare il parrucchiere) B. sul sito web del ristorante non solo non erano presenti menu (a sorpresa!) e prezzi (a sorpresa?) della serata, ma c’erano anche errori di grammatica (e il gusto dello stile?) C. una domanda folgorante: chi lo dice alla moglie del rosticcere che non voglio più l’aragosta da 7 etti??? 
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