Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.
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venerdì 25 maggio 2012

Signor Macbeth

"Presi il foglio e scorrendolo mi meravigliai molto: era il conto di un farmacista...” Brillat-Savarin  
- Torino, Piemonte – Entro in una farmacia che si trova di fronte alla Stazione Porta Nuova e non lontano dall'albergo dove ho genialmente prenotato una camera che si è rivelata essere priva di finestra (o meglio, c'è, ha la tenda a baldacchino e tutto, ma è finta), con bagno cieco e ventola rotta (all'anima del tre stelle e degli 85 euro). Mi dirigo verso lo scaffale dei dentifrici quando riconosco l'attore che al teatro Carignano sta interpretando Macbeth, il mio Macbeth! Che faccio, gli parlo? "Buonasera signor B.", oppure "Buonasera signor Macbeth". Già, ma se poi non è tipo di spirito? E la farmacia è luogo consono per un avvio di conversazione? A uno che afferma di non volere annoiare il pubblico magari dà noia se lo colgo mentre sta scegliendo un lassativo o delle pilloline colorate. Entrambi alla cassa, ci guardiamo e abbozzo un sorriso ma i suoi occhi azzurri, grandi in proporzione al resto, mi osservano con lo stesso stupore con cui in Pani e tulipani guardava le calli sconosciute. Meglio lasciar perdere. Pago, esco e mi decido a tornare in albergo per prepararmi all'evento serale al Carignano. Fa molto caldo e pregusto la doccia fresca seguita da un aperitivo. Ma le tre streghe del Macbeth ci mettono lo zampino (di quale bestiola, preferisco non saperlo) e dal rubinetto del già-su-lodato bagno non esce acqua. Chiamo la reception e senza troppa contrizione mi spiegano che, a causa di lavori sulla strada, mancherà l'acqua fino alle 18.00. Alle 18.45 non è ancora tornata e mi tocca aprire il frigobar... in cerca di idriche risorse per una mini toeletta in stile felino.

giovedì 24 maggio 2012

Men at work

"Le persone di spirito più delle altre tengono in onore il buon gusto...” Brillat-Savarin  
- Torino, Piemonte – Ore 14.00. Ho appena lasciato la valigia in albergo (ma è a norma una stanza con finta finestra in un tre stelle???) e sono già nel pastificio di via Lagrange per un pranzetto ristoratore. Per la prima volta nella storia della mia frequentazione del locale, trovo ad attendermi uno spettacolo inedito: non c'è anima viva. Nessuno seduto al tanto ambito tavolo centrale, nessuno appollaiato sui seggiolini davanti alla vetrata o in narcisistica estasi di fronte agli specchi. Mi siedo al tavolo rotondo al centro della sala fingendo di aver prenotato tutti i posti e il motivo del deserto mi è subito chiaro. Fuori stanno rimuovendo l'impalcatura che per mesi ha bendato la facciata del palazzo in restauro e l'operazione provoca una tempesta di sabbia. All'esterno i tavolini sono inagibili e dentro hanno preferito dirottare i clienti al piano di sopra. A me non hanno proposto di salire ma non mi abbatto e mangio il piattone di spaccatelle con melanzane pomodoro e mozzarella godendomi la vista sui bicipiti in tensione degli operai all'opera. E visto che i lavori vanno per le lunghe, ordino anche una seria porzione di crème brulée alla vaniglia. Burp.