Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.

sabato 8 febbraio 2014

Quella volta che salvai un salumiere



Salame di trota in una gastronomia di Cuneo
"…una forza d’osservazione senza di cui anche i cibi più succulenti passano inavvertiti."  Brillat-Savarin
Cuneo, Piemonte – Entro in gastronomia subito dopo una signora che mi tiene gentilmente la porta. Mentre curioso fra terrine, formaggi e insaccati di ogni foggia e profumo, la sento esporre al salumaio il proprio dilemma: “So che la domanda suona strana in questo negozio, ma esistono salumi nei quali non sia presente il maiale?”. Una richiesta, spiega, nata dall’esigenza di offrire a cena un antipasto stuzzicante all'ospite che per motivi di intolleranza (anche religiosa) non mangia maiale. Il salumaio, forse colto in contropiede-di-porco, dimentica completamente le due mocette (di cervo e di agnello) che fanno bella mostra di sé stesse in vetrina, per non parlare del salame di trota che è il motivo per cui io sono entrata e balbetta come un salame che non ne ha. Da brava wonderwoman del gusto o meglio superciuck-a dell'impiccio, intervengo in suo soccorso, ripescando dall’oblio gli insaccati dimenticati, con sollievo del salumaio e felicità della signora alla quale quasi quasi chiedo se mi invita alla cena senza porci.

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