Collezionista di colazioni e fotografa, in dialogo con Anthelme Brillat-Savarin
Critico gastronomico in incognito da 13 anni per una Guida nazionale e gourmet da molto più tempo.
Altre passioni da dichiarare: Borges, Gadda, tè, libri, film, vino, spille vintage, scarpe, arte, musei.

mercoledì 14 agosto 2013

lunedì 12 agosto 2013

sabato 10 agosto 2013

Profumo di Montecristo

Il tavolo del bar post prandiale va scelto con estrema cura. In ombra e ben ventilato, deve essere sulla scia del sigaro cubano del vicino che non potete permettervi.

giovedì 8 agosto 2013

martedì 6 agosto 2013

Delikatessen

"Di solito serviamo gli stuzzichini su un tagliere, ma visto che lei era sola le abbiamo portato un piattino" mi dicono servendo l'aperitvo.
Che delicatezza... ricambio augurando che la lavastoviglie vi si rompa di sabato sera.

lunedì 5 agosto 2013

L'autopsia dello scampo con le posate della Barbie

Ravioli di pesce su zuppetta di mare
"I denti dividono gli alimenti solidi..." Brillat-Savarin
Monferrato casalese, Piemonte - Il piatto è piacevole, seppure migliorabile. Tortelli giganti ripieni di polpa di pesce (un po' crudo il nodo della chiusura, difetto frequente in questo tipo di pasta) posati su una saporita zuppetta di pesce non liquida ma con consistenza di ragù, cozze e vongole intere in bella vista. A corona del tutto, un antennato scampo che con le posate a disposizione (non da pesce e coltello con lama rotonda) non è facilissimo estrarre dallo scafandro e consegnare ai denti. Non facile ma neanche impossibile; del resto, se metà del menu è dedicato al pesce, le posate devono essere appropriate.

domenica 4 agosto 2013

Non so se me la bevo

La rivista scientifica Brain Stimulation pubblica il resoconto di un nuovo metodo di stimolazione del cervello: pare che gli ultrasuoni migliorino l'umore quanto due Martini Cocktail.
Non so se me la bevo.

sabato 3 agosto 2013

Piccione in menu

La marchesa Casati passeggiava per Venezia con un ghepardo al quale aggiungeva una colomba. Lui la mangiava solo raramente.

Taxi driver 1

Giorno 1
Il tassista che mi porta dalla Stazione Termini a casa mi dice che non sa mai cosa rispondere ai clienti che gli chiedono consigli su dove mangiare in centro. Gli faccio una veloce consulenza. In cambio mi dà il resto esatto senza arrotondamenti per eccesso.
(Appena arrivata e ho già fatto un affare)

Il tassista che mi ha chiesto consigli sui ristoranti, arrivati a destinazione, mi dice che ora gli tocca staccare e andare a mangiare perché gli ho fatto venire fame.
(Voglio la percentuale, chefssss)

Giorno 2
Il tassista mi dice che gli piace bere, e bere tanto
(Facciamo che sono arrivata)


Il tassista al quale piace raccontarmi la sua vita, sta facendo un giro per arrivare in via Veneto che neanche Fellini. 
(Voglio tragitti neorealisti)

Il tassista mi dice che da giovane era magro, attivo, aveva moglie, figli piccoli e pure 'n'amica. Poi mi chiede se sono sposata o impegnata. Quindi si offre di riportarmi lui da Roma a Torino in taxi.
(Scendo qui)

Giorno 3
Il tassista rivolto agli "imbranati" sulla strada:
Io dico solo una cosa: state ar centro de Roma, ma levateve no?


Ancora il tassista sveglio:
Me la dice lei la strada?
Ma... Veramente... Non conosce la via?
No, è che c'ho il tassi' dapppoco, ha capito?
(Ho capito che capitate tutti a me) 


Il tassista sveglio che voleva che gli indicassi io il percorso:
Dopo avergli detto che se conta sulle mie indicazioni stiamo freschi, magicamente fa comparire il navigatore.
(E tenerlo sempre acceso?)

Giorno 4
In via Aldrovandi per favore
Ah via Aldrovandi... quanto tempo che nun ce torno... 
Nel senso che non conosce la strada (un altro...)?
Nonnnnò, c'ho tanti bbbbei ricordi de gioventù legati a quel posto
(Inaspettate fortune)

Giorno 5
Ritorno a casa a piedi, così smaltisco le cene
Ultimo giorno
Il tassista che mi porta alla Stazione Termini, a metà tragitto, dalle parti del Quirinale, improvvisamente si imbuca in una viuzza deviando dal solito percorso di via Nazionale.
(Tuffo al cuore da Oddio il maniaco che mi rapisce...)

Il tassista che mi porta alla Stazione Termini è un tipo fantasioso e imbocca varie scorciatoie potenzialmente utili ad abbreviare il tragitto ed evitare la trafficata via Nazionale. Le intenzioni sono buone, solo che troviamo una carrozzina sulle strisce pedonali, un furgone che scarica la merce di traverso sulla strada, una coda che ostruisce lo stop...
(Scorciatrappole)

Il tassista che mi ha portata alla Stazione Termini:
Sarà meglio che le dia subito il bagaglio, prima che me ne riparta.
(Meglio, si)

giovedì 1 agosto 2013

La parola che non ti ho detto

Piaciuta la cena?

si    si      si si si
si si  si    si      si
si  si   si   si      si
si   si  si     si si si